sabato 30 maggio 2020

URBINO DA CITTA' DELLA CULTURA A CENTRO DI RIFIUTI ?




URBINO DA CITTA' DELLA CULTURA 
A CENTRO DI RIFIUTI ? 
L'annuncio di MarcheMultiServizi di costruire un megaimpianto Biodigestore a Canavaccio ha il sapore dell'arroganza e dell'impudenza. Dopo che Urbino ha sopportato per anni una discarica in cui confluivano i rifiuti di tutta la provincia e anche da fuori, ora gli si prospetta un biodigestore, un mega impianto anaerobico che dovrà smaltire almeno 60000 tonnellate di rifiuti umidi urbani,
rifiuti dalla zootecnia e prodotti di scarto dell’agricoltura. Ci sarà un bel traffico di camion per portare come minimo le 60 -80 mila tonnellate di rifiuti, perché l’impianto altrimenti non è più economico. E per raggiungere questa quota si ricorrerà ai rifiuti di tutta la provincia e anche da fuori provincia. Ancora una volta l’entroterra viene usato come discarica per i rifiuti della costa: è questo il valore che viene assegnato alle decantate bellezze naturalistiche e architettoniche dell’entroterra? Finora la classe politica regionale si era servita dell’entroterra per spogliarla delle strutture e dei servizi, ora verrà utilizzato anche come luogo dove convogliare immondizia. Che rispetto per i residenti e invogliarne di nuovi!! Diranno naturalmente che sono impianti tecnologicamente perfetti, che non producono cattivi odori, ne sostanze inquinanti e che sarà un bene per la collettività. Ovviamente tutte parole di chi deve vendere e installare l'impianto per guadagnarci. Si perché come sempre c’è qualcuno che ci guadagna e c’è qualcuno che ci perde. Chi ci guadagna è MMS, che riceve consistenti finanziamenti perché il biodigestore comporta importanti incentivi pubblici; sono i gruppi politici al potere per l’opportunità di assegnare i pochi posti di lavoro con il metodo selettivo che conosciamo, in un territorio che ha fame di lavoro. Chi ci perde sono innanzitutto i residenti di Canavaccio che vedranno aumentato l’inquinamento sotto varie forme, sia per l’inevitabile aumento del traffico di autoarticolati, che per l’attività del biodigestore. A ciò si aggiunga il cattivo odore che infesterà l'aria circostante. Controverso è anche l’uso come concime del digestato, cioè della parte solida residua, che se usata come fertilizzante sarebbe addirittura nociva per le colture.. Tutti i fabbricati residenziali intorno verranno svalorizzati così come le eventuali colture biologiche circostanti. La città di Urbino e l'entroterra andranno a perderci perché la presenza di un biodigestore penalizza un territorio e non è una attrattiva per il turismo e nuove residenze. La stessa immagine della città di Urbino ne verrà compromessa. Per Sinistra per Urbino va quindi respinto sia il progetto che la logica che sta a monte del progetto. La gestione dei rifiuti non deve costituire un business su cui i privati si possano gettare a capofitto per trarne profitti, ma una buona pratica che deve portare il cittadino e i governi locali all'assunzione di politiche dell’economia circolare e del “rifiuti zero”. Inoltre basta di utilizzare l’entroterra come immondezzaio. Urbino ha la ferita della discarica di Cà Lucio ancora aperta. La soluzione ottimale è quella che ciascun territorio curi i propri rifiuti con piccoli impianti che avranno un impatto minimo sull'ambiente. In questo modo ciascun cittadino si sentirà responsabile nel differenziare perché una raccolta differenziata malsana danneggia in primo luogo il territorio dove vive. Ci auguriamo che i residenti di Canavaccio facciano muro contro questa insensata proposta in modo che di questa rimanga soltanto il ricordo di un tentativo malriuscito di mortificare il nostro territorio già martoriato . Non solo ma sia i cittadini di Canavaccio che la popolazione urbinate siano ben vigili nel respingere qualsiasi altro biodigestore, con mutate caratteristiche, ma similari a questo, che MMS con l'accordo del Sindaco, intenda installare nel nostro territorio. Urbino ha già pagato abbastanza in termini di gestione di rifiuti.


domenica 24 maggio 2020

Un altro semestre on line per l’Università di Urbino? Una catastrofe annunciata.

Un altro semestre on line per l’Università di Urbino?

La scelta di svolgere on line anche il primo semestre dell’Anno Accademico 2020-2021, in questi giorni in discussione alla CRUI e al MIUR, si abbatterebbe su Urbino e sulla sua Università come una catastrofe.
Potenti forze economiche, che trovano appoggi trasversali nella politica nazionale e in numerose istituzioni accademiche, spingono da tempo in questa direzione. Con l’obiettivo di mettere le mani sul mondo dell’Education tramite le loro piattaforme digitali e i loro prodotti multimediali e di realizzare il progetto, da tempo perseguito, di uno stravolgimento in chiave strumentale e aziendalistica dei saperi e delle conoscenze, le quali sarebbero omogeneizzate come un prodotto industriale e private di ogni dimensione critica.
Abbiamo verificato in questi mesi di lockdown, tuttavia, come la didattica a distanza – per l’Università non meno che per altri livelli di formazione – stravolga integralmente la relazione educativa, un’esperienza ha bisogno della presenza fisica dei corpi e delle voci, riducendola a un dispositivo alienante.
Per quanto riguarda l’Università di Urbino - il cui vero vantaggio competitivo è rappresentato dalla dimensione comunitaria che l’Ateneo e la città sapevano offrire, per quanto in misura sempre minore – a questo deficit strutturale delle lezioni on line si aggiungerebbe un elemento ulteriore di svantaggio.
Potendo fruire delle lezioni tramite pc o tablet, perché mai uno studente dovrebbe iscriversi a Urbino, potendo rivolgersi ad Atenei più grandi i cui docenti sono spesso molto presenti sui media? Se poi anche lo facesse, è chiaro che rimarrebbe a casa. Con il risultato di rendere puramente virtuale la presenza dell’Università stessa, la quale sarebbe di fatto dematerializzata, e di mettere in discussione la sussistenza dell’economia cittadina e la stessa vita della città, così strettamente connessa all’università.
Vogliamo che Urbino, da tempo abbandonata dai suoi abitanti, rimanga ancora a lungo deserta e desolata, come si presenta in questi giorni?
Invitiamo le forze politiche a riflettere finché siamo in tempo e a fare di tutto per mettere a disposizione dell’Ateneo le strutture e le risorse che consentano di svolgere in presenza almeno una parte significativa dell’offerta formativa.
Le soluzioni tecniche possono essere trovate: i docenti residenti sarebbero molto probabilmente disponibili a fare lezione in presenza mentre l’on line potrebbe riguardare soprattutto quelli non residenti; l’afflusso alle lezioni potrebbe essere poi regolato attraverso l’alternanza settimanale di più gruppi, consentendo il distanziamento nelle aule; le quali possono essere sanificate durante il quarto d’ora accademico.
Fermo restando che il medesimo ragionamento va fatto anche per gli altri ordini di scuole, a partire in questo caso dalla sperimentazione di forme educative alternative nella scuola dell’infanzia e in quella primaria (pensiamo ad esempio all’outdoor education), l’importante è rendere presto pronta e accogliente una città che invece negli ultimi anni – da parte della politica ma purtroppo anche di alcuni urbinati - è sembrata più che altro impegnata a cacciare gli studenti trattandoli come elementi di disturbo.
Per quanto ci riguarda, proponiamo alle forze d’opposizione di affrontare queste questioni in un tavolo comune, anche per avviare un percorso di confronto che prepari quell’alternativa politica che si dimostra ogni giorno più necessaria.

pubblicato sul Resto del Carlino del 23 maggio e su Vivere Urbino
https://www.vivereurbino.it/2020/05/24/un-altro-semestre-di-didattica-online-sinistra-per-urbino-una-catastrofe-per-la-citt-e-luniversit/793172/


sabato 23 maggio 2020

Nota dell’Istituto Cappellini

ISTITUTO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO

DI LIBERAZIONE “E. Cappellini”
Ente Collegato all’Istituto Nazionale “F.Parri”- Milano
Via Oddi, 11 61029 U R B I N O
Tel. 0722.329183
Nota dell’Istituto Cappellini
Il 17 maggio il Consiglio Generale dell’Istituto Nazionale per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea “F.Parri”, ha discusso e accolto la richiesta dell’Istituto “E.Cappellini” per il riconoscimento di “Ente Collegato” all’Istituto Nazionale.
Nel ringraziare il Consiglio Generale del “Parri”, ci preme sottolineare l’importanza del rientro nella rete degli Istituti, un riconoscimento della funzione culturale che svolgiamo dal 1967. Si tratta di un ritorno a casa dopo una lunga parentesi per l’impossibilità da parte nostra di contribuire alle spese per conservare l’associazione all’Istituto nazionale che risaliva al 1986.
L’adesione come “Ente collegato”, sebbene non ci dia gli stessi diritti e doveri degli Istituti associati, tuttavia ci vincola alle finalità statutarie dell’Istituto nazionale per l’attuazione di attività coerenti con i suoi indirizzi programmatici e la possibilità di partecipare a iniziative della rete associativa del “Parri (78 Istituti associati e collegati) per la ricerca e il dibattito storiografico sull’età contemporanea.
Sulla decisione del Consiglio Generale ha certamente pesato il riconoscimento della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche del valore, non solo in dimensione locale, ma regionale, dell’Archivio del “Cappellini” che conserva un patrimonio documentario di varia tipologia, di “interesse storico particolarmente importante”, meritevole di tutela da parte dello Stato e sottoposto alla disciplina del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e successive modifiche recanti il Codice dei beni cultuali e del paesaggio ai sensi della Legge 6 luglio 20002, n.137.
Auspichiamo che la recente contrapposizione tra il “Cappellini” e l’Amministrazione comunale in merito ai locali sia definitivamente superata per lasciare il posto alla collaborazione in nome della straordinaria vocazione culturale della Città patrimonio dell’Unesco.
Da parte nostra confermiamo l’impegno per migliorare la conservazione e la fruizione del patrimonio documentario e la realizzazione di tutte le iniziative, a suo tempo programmate, appena le condizioni lo consentiranno.
Urbino, 19 maggio 202


dal Corriere Adriatico del 22 maggio e dal Resto del Carlino del 21 maggio

https://www.vivereurbino.it/2020/05/21/listituto-cappellini-riconosciuto-ente-collegato-dallistituto-nazionale-per-la-storia-della-resistenza/792598/




sabato 16 maggio 2020

SINISTRA PER URBINO CHIEDE CHE IL CONSIGLIO COMUNALE ESPRIMA SOLIDARIETA' ALLA COOPERANTE SILVIA ROMANO.

SINISTRA PER URBINO CHIEDE CHE IL CONSIGLIO COMUNALE 
ESPRIMA SOLIDARIETA' ALLA COOPERANTE SILVIA ROMANO.

La liberazione della cooperante Silvia Romano, una ragazza di 25 anni che prestava la sua opera di volontariato in Africa dedicandosi all'educazione di bambini, ha provocato tutta una serie di reazioni scomposte e aggressive dall'evidente significato razzista, reazionario, islamofobico e sessista. Di fronte alla sua dichiarata conversione all'Islam, giornali di destra, battitori di tastiere, e irresponsabili, si sono prodigati in offese, atti intimidatori e minacce verbali e non solo, di una virulenza tale nei confronti della ragazza, che il nostro Paese finora non aveva conosciuto in trascorse analoghe circostanze. Questi atteggiamenti hanno poi trovato eco nello stesso Parlamento dove un rappresentante della Lega ha definito la ragazza una “neo-terrorista”, provocando lo sdegno di molti dei presenti, della Presidenza della Camera e dell'opinione pubblica democratica. Di fronte a questi atti di vera inciviltà, nel momento in cui ricordiamo che la Nostra Costituzione garantisce la libertà di culto, e sancisce la non confessionalità dello Stato e delle sue leggi, invitiamo il Consiglio Comunale di Urbino, nella sua prossima seduta, ad esprimere solidarietà alla cooperante Silvia Romano, reduce da un sequestro e da una segregazione forzata durata ben 18 mesi da parte di terroristi, e vittima di queste aggressioni verbali e non solo, dal chiaro contenuto razzista, sessista e intollerante nei confronti di altre comunità religiose, a condannare simili attacchi, e a prendere le distanze e stigmatizzare le scomposte dichiarazioni del Prosindaco, on. Vittorio Sgarbi, che addirittura ne ha chiesto “l'arresto” perchè “complice dei terroristi”.

https://www.vivereurbino.it/2020/05/16/sinistra-per-urbino-il-consiglio-comunale-esprima-solidariet-a-silvia-romano/791234/

dal corriere adriatico 18.5.20