sabato 13 luglio 2019

LA SANITA’ PROVINCIALE TRA CARENZA DI PERSONALE ALL’OSPEDALE DI URBINO E PRIVATIZZAZIONI.



LA SANITA’ PROVINCIALE 
TRA CARENZA DI PERSONALE ALL’OSPEDALE DI URBINO E PRIVATIZZAZIONI.

Interi reparti e servizi dell’Ospedale di Urbino sono allo stremo: mancano medici al Pronto Soccorso, in Ostetricia, al Centro Trasfusionale, in Laboratorio Analisi, mancano tecnici in Radiologia, in Laboratorio Analisi, al Centro Trasfusionale, il personale infermieristico è sotto organico. Di conseguenza si hanno servizi che chiudono o che operano non solo ben al di sotto delle loro possibilità, ma anche in condizioni veramente precarie e solo grazie alla dedizione dei singoli.
Sebbene questa grave situazione sia nota da tempo, non si è fatto nulla per invertire tale deriva, anzi, ci sono in alcuni casi graduatorie concorsuali alle quali non si attinge o si attinge con estrema lentezza.
Il motivo di tale indecente comportamento è semplice: il ridotto o il cattivo funzionamento della sanità pubblica è funzionale al disegno del PD (e dei suoi finti oppositori di Forza Italia e della Lega) di privatizzare la sanità favorendo l’ingresso di grandi gruppi privati.
Qualche giorno fa il presidente Ceriscioli ha dichiarato che a Sassocorvaro ci saranno 12 posti letto di daysurgery e altri servizi affidati al privato. Ceriscioli è la stessa persona che qualche anno fa chiuse gli ospedali di Sassocorvaro e di Cagli e ridusse ai minimi termini l’ospedale di Fano con la motivazione che non si potevano avere dei doppioni a così poca distanza dagli ospedali di Urbino e di Pesaro. E’ la stessa persona che fa nascere a Fano una clinica privata da 50 posti letto (per ora) e a Cagli e a Sassocorvaro ha semplicemente sostituito la gestione pubblica con quella privata. Questo non vuol dire solo raccontare falsità prendendo per i fondelli i cittadini, vuol dire anche e soprattutto fare una politica di destra e antipopolare.
Ceriscioli ci spieghi, numeri alla mano, come magicamente la Regione riesca a spendere meno soldi e ad assicurare lauti guadagni al privato, offrendo la stessa qualità del servizio e un organico di lavoratori (medici, tecnici, infermieri) che rispetti i requisiti di legge.
Ceriscioli faccia vedere, numeri alla mano, rendendo pubblici le convenzioni in essere con il privato, quanto vengono pagati gli esami di radiologia e di laboratorio.
Ceriscioli ci spieghi tutto ciò in un faccia a faccia, uno contro uno, senza intermediari.
Per finire, dando per scontata l’afonia di Cisl e Uil, chiediamo: dov’è la CGIL?

Urbino, 13 luglio 2019

Contraddizioni e inefficienze gestionali nel provvedimento di chiusura dell’Oasi della Badia





Contraddizioni e inefficienze gestionali 
nel provvedimento di chiusura dell’Oasi della Badia
Sinistra per Urbino ha seguito il dibattito sull’eventuale chiusura del Oasi della Badia con attesa di giustificazioni tecniche e scientifiche adeguate all’importanza che l’argomento riveste, non solo come determinazioni dell’amministrazione pubblica  sulla  gestione presente del territorio di caccia ma  sul rapporto esistente tra uomo e ambiente naturale  .
Sensibilità e attenzione all’ambiente  caratterizzano l’approccio   dei popoli evoluti ad una coscienza capace di riconoscere i problemi globali e declinarli in politiche locali. Invece da noi  sembrano non interrompere il pensiero corto e sbrigativo,che divide gli animali in prede e predatori, ignorando le necessità di un ecosistema delicato e singolare come quello dell’Oasi della Badia.
Si dovrebbe dunque interrompere una scelta di tutela che ha caratterizzato la gestione di quell’area per alcuni decenni,causando a detta dell’ATC la proliferazione incontrollata dei cinghiali,sperando così di arginare il fenomeno a schioppettate.
Diciamolo subito,il problema dei cinghiali ha proporzioni ben più vaste di quelle dell’Oasi e non si risolverà con un approccio improntato esclusivamente  alla caccia .La caccia al cinghiale nell’oasi aprirà la caccia illegale alle specie protette,non ci sono ne uomini ne soldi per fare i controlli necessari. Controlli che andrebbero estesi a tutto il territorio dell’entroterra per individuare i molti comportamenti furbeschi da parte di alcuni cacciatori disonesti,come il foraggiamento dei cinghiali e la diffusione di femmine gravide.
Oppure su vuole destinare un territorio cosiddetto vergine alle smanie venatorie per soddisfarne la sete?La tutela  di specie migratorie rare ,la rara biodiversità  degli ambienti ricchi di acque dell’Oasi della Badia  non  sono argomento secondario e risibile ,sono l’essenza di un ritrovato rapporto tra cittadini del Mondo e Ambiente naturale. Oggi più che mai di fronte agli enormi problemi del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici siamo chiamati a ponderare attentamente i nostri passi e allargare il pensiero alle conseguenze generali che anche scelte apparentemente di esclusivo interesse locale hanno sia in termini di protezione dell’ambiente che nei risvolti educativi connessi.
Di fronte alla questione dell’apertura della caccia all’Oasi della Badia  sollevata dall’Atc,  abbiamo assistito al silenzio imbarazzante  della Giunta Comunale, del Pd, del sindaco Gambini, di Rosati e Londei, che in campagna elettorale si erano spesi in fiumi di parole a difesa dell’ambiente. E preoccupa soprattutto il silenzio del governatore regionale Ceriscioli. Non vorremmo che per i ricorrenti motivi elettorali, il governo regionale, dopo aver dimostrato incapacità e incompetenza nel saper gestire il problema della caccia e la tutela degli agricoltori, - purtroppo l’incapacità non si limita solo a questo -  pensasse alla solita regalia a favore della lobby e di quelle associazioni venatorie meno permeabili alle esigenze ambientali, a scapito della salvaguardia del territorio e della sua biodiversità. Ancora una volta il governo regionale si piegherebbe agli interessi di pochi a scapito di tutta la collettività.

Urbino,11 luglio 19

 

SINISTRA PER URBINO E ART.1 MDP, DELUSI E PREOCCUPATI MA NON SCONFITTI.




SINISTRA PER URBINO E ART.1 MDP, 
DELUSI E PREOCCUPATI MA NON SCONFITTI.
Il risultato elettorale di Sinistra per Urbino - Art.1 Mdp è sicuramente inferiore alle aspettative, ha deluso le speranze di attivisti e nostri elettori, ma non è una sconfitta, né tantomeno una catastrofe. In una fase politica dominata dalle destre più oltranziste in Europa e soprattutto in Italia, dove la Lega ha superato il 34%, e in Urbino Gambini vince al primo turno con i voti della Lega, la nostra lista perde appena lo 0,47% confermando uno zoccolo duro non scalfibile.
Mentre la Lega diventa primo partito in Italia e in tanti centri grandi e piccoli ad Urbino, unico grande centro della provincia, rimane al secondo posto anche grazie alla campagna della nostra Lista. Grande è stata la sproporzione dei mezzi finanziari messi in campo da Gambini in primo luogo, ma anche da Londei e Rosati, rispetto alle scarse risorse frutto dell’autofinanziamento della nostra lista, e ciò ha avuto ovviamente un peso anche nel risultato finale.
Sinistra per Urbino e Art.1 Mdp rivendicano i valori della storia della Sinistra italiana, dei valori dei comunisti, dei socialisti e dei cattolici progressisti che  portarono l’Italia migliore al riscatto nella Resistenza e alla scrittura della nostra Carta Costituzionale. A questi  valori, Sinistra per Urbino e Art.1 Mdp uniscono i temi dei diritti dei lavoratori, dei giovani, della difesa dell’ambiente, della solidarietà e dell’accoglienza. Siamo convinti che la nostra sia una battaglia di lunga durata per questi valori e  queste politiche, e il momento elettorale è stato un’occasione per ribadirli con maggior efficacia. 
Il nostro impegno politico proseguirà perché la città di Urbino ha bisogno di una forza che si batta per i valori della sinistra: lo richiede la deriva a destra di un “gambinismo” sempre più demagogico. Il risultato elettorale ci preoccupa molto e temiamo rischi per la tenuta democratica. Riteniamo che questa sia la peggior coalizione di governo della città, una miscela che unisce l’estrema destra razzista e antieuropea e il trasformismo politico: diversi i personaggi transitati nel giro di poco tempo dal Pd a fianco dell’estrema destra leghista.
 Altri, invece, devono parlare di sconfitta. Innanzitutto Londei che raggiunge appena il 10% mentre sperava e si è speso tanto per il ballottaggio, e due liste della sua coalizione che raggiungono percentuali inferiori alla nostra. Poi il M5S che nella stessa domenica passa dal 16,64% delle europee al 5,34% delle comunali. Ciò significa che oltre il 10% del suo elettorato, più di 1.000 votanti,  ha preferito Gambini e  la coalizione di destra, frutto forse di uno scambio sorprendente di complimenti, tra il sindaco uscente e Lauricella in campagna elettorale. Che i 2/3 del suo elettorale abbia fatto una scelta di destra dovrebbe preoccupare il M5S locale.
Infine il Pd ha affrontato la campagna elettorale diviso in due liste che hanno indebolito entrambe, determinando la vittoria della destra e perdendo per strada oltre 700 voti dalle europee alle comunali. Cut ha perso 800 voti rispetto al 2014 e non sarà più rappresentata in Consiglio comunale. Urbino al Centro, che costituiva una scissione dalla coalizione Gambini, ha registrato un autentico flop fermandosi all’1,4%.  Ma anche Forza Italia, ridotta ai minimi termini, ha poco da festeggiare. Il risultato elettorale segna inoltre la sconfitta delle liste civiche che hanno nascosto dietro il cosiddetto civismo e apoliticismo un effettivo schieramento partitico  a cominciare da Liberi per Cambiare che ha fatto il pieno con i voti  della Lega.
 Sinistra per Urbino e Art.1 Mdp intendono infine rivolgersi a quel 26,71% di elettorato che non si è recato alle urne non identificandosi nelle formazioni politiche, 3284 elettori, il primo partito urbinate,  215 in più rispetto a cinque anni fa, a cui vanno aggiunti altri 215 votanti che hanno annullato la scheda o votato scheda bianca. L’astensionismo rappresenta un fenomeno diffuso e in crescita, una forma di protesta nei confronti di chi governa la città e l’ha governata fino a ieri. 
Urbino, 29.5.19

giovedì 16 maggio 2019

Gambini e i candidati razzisti della sua coalizione



14/05/2019 - La presenza nella coalizione di Gambini di un candidato, Mirco Toccacieli, che si ispira al razzismo del Ku Klux Klan (la terribile organizzazione razzista responsabile di orribili violenze e massacri nei confronti dei neri negli Usa), ed esalta la violenza nei confronti dei rom e degli islamici, deve spingere tutte le forze democratiche a una decisa condanna.
Lo ha rivelato il sito online “Open” di Enrico Mentana, il popolare conduttore del TG della 7.
Il razzismo è bandito non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dalle leggi della nostra Repubblica. Ecco le conseguenze della deriva leghista di Gambini e della sua coalizione: dopo Gasparrri e Mussolini ora è la volta de KuKluxKlan. Ciò che da tempo andiamo scrivendo trova quindi conferma. Proprio un bell’esempio di quell’antifascismo rivendicato da Gambini il 25 aprile in piazza della Repubblica! Se fosse veramente antifascista e democratico avrebbe preso le distanze dalla Lega e dal suo portavoce Cangini che gli fa trovare a tavola il KKK. Ma “Parigi val bene una messa”, vero sindaco?
E allora chi vota il 26 maggio per Gambini sappia che apre alla eventualità che un razzista non solo sieda in Consiglio Comunale, ma rappresenti la città nelle cariche più significative. Riflettano quei democratici e quei cattolici, che esprimono simpatie nei confronti di Gambini per qualche buca davanti a casa ricoperta in fretta e furia alle vigilia delle elezioni.
Votare per Gambini significa mettere la politica amministrativa della città sotto tutela della Lega che ospita personaggi a dir poco impresentabili. Gambini non ha mancato occasione di mostrare sintonia con la Lega, che non solo persegue politiche razziste, ma candida nelle proprie liste personaggi che esaltano il Ku Klux Klan. Inoltre non ha mancato di lodare pubblicamente la Lega, di partecipare a tutte le sue cene e di farsi ritrarre mentre sorregge la bandiera della Lega.
Chi vota Gambini apre alle politiche razziste e di estrema destra nella nostra città che per la sua storia in difesa della democrazia non merita un ritorno ad un tragico passato. Da tempo Sinistra per Urbino - Art. 1 Mdp mette in guardia di fronte alla coalizione di Gambini, che visto il ridursi di Forza Italia ai minimi termini, vede la Lega come un utile alleato, e chiede a tutti i cittadini una ferma risposta antifascista e antirazzista.
Si attendono risposte anche da parte di Mechelli e Fedrighucci che si preparano, come diceva Flaiano, ad “andare in soccorso del vincitore” per realizzare i loro sogni nel cassetto. Altro che “padri nobili”!
da Sinistra per Urbino - Art.1 MDP



             Una delle foto razziste pubblicate da un candidato presente nella coalizione di Gambini

Ferrovia Fano-Urbino, Sinistra per Urbino-Art. 1 Mdp: "Gli atti di Gambini sono solo vuota propaganda"



Il sindaco Gambini ama raccontare spesso la storia di una fantomatica telefonata notturna con cui Sgarbi avrebbe convinto un ministro del governo di centrosinistra a inserire la ferrovia Urbino-Fano nel pacchetto delle ferrovie turistiche. Il tutto viene rivendicato come un proprio merito personale per farne un motivo di propaganda elettorale.
Noi non conosciamo come si siano svolti effettivamente i fatti, ma questa narrazione non depone certamente a favore dei meccanismi democratici del nostro paese, se le cose vengono decise con telefonate notturne al termine di una cena finita a notte fonda, quando i locali potevano ancora rimanere aperti.
Quello che possiamo rimarcare è il fatto che il presunto amore di Gambini per la sua città e per la ferrovia, si è tradotto in realtà nella cessione a privati dei terreni della stazione, cessione che potrebbe pregiudicare il ripristino della funzionalità della stessa stazione nel caso in cui la ferrovia venisse riattivata.
È il solito cerchiobottismo del nostro sindaco uscente, che pensa di cavarsela con un colpo alla cerchio - il regalo dei terreni ai magnati e ai poteri economici forti - e un colpo alla botte sbracciandosi per convincere gli urbinati che lui si sta dando da fare per ripristinare la ferrovia.
I cittadini non sono dei grulli e per certe decisioni bisogna avere coraggio di schierarsi o da una parte o dall’altra. Se uno cede i terreni della stazione al privato, vuol dire che non crede e non gli interessa il ripristino della ferrovia. Argomento che vale ovviamente anche per Sgarbi visto che la delibera dell’alienazione dei terreni è passata in Giunta. Gambini continua in campagna elettorale ad usare la ferrovia come argomento di propaganda, ma in realtà ha creato all’insediamento del Consiglio Comunale una commissione sulla ferrovia che è morta pochi giorni dopo avere emesso i primi vagiti, celebrati con la gran cassa mediatica.
Lo stesso sindaco uscente non ha fatto nulla per tener viva nell’opinione pubblica della vallata del Metauro il tema ferrovia, né un convegno, né un incontro con i sindaci, né una manifestazione. La stessa risposta ai punti proposti da Legambiente lascia aperti non pochi equivoci e dubbi. Perché Gambini non dice di aderire a tutti i punti proposti da Legambiente senza nascondersi dietro a generici impegni per la ferrovia che lasciano il tempo che trovano? Forse si vuol lasciare aperta la strada a nuove svendite? Dov’è allora tutto questo attaccamento alla ferrovia ? Solo vuote chiacchiere e neppure convincenti.
Sinistra per Urbino - Art.1 Mdp è l’unica lista elettorale che sul tema della ferrovia può legittimamente camminare a testa alta per la sua coerenza, diversamente dalla destra di Gambini, i cui rappresentanti nazionali non hanno fatto nulla per il suo ripristino, e dal Pd e M5S che al governo e in Parlamento non hanno fatto seguire atti concreti in linea con le parole sprecate in sede locale.
da Sinistra per Urbino - Art.1 MDP


 l'ultimo viaggio del treno Urbino - Fano. Poi la chiusura il 31 gennaio 1987