lunedì 10 gennaio 2022

I SILENZI DELL'ASSESSORE

 Dopo la denuncia politica di PD e di Viva Urbino sulla stampa riguardo all'assunzione in Comune della figlia dell'assessore Guidi come istruttore direttivo tecnico, denuncia che ha provocato riprovazione e clamore nell'opinione pubblica, e dopo gli interventi sullo stesso tema del prof. Torrico, ci saremmo aspettati che l’assessore Guidi chiarisse pubblicamente, magari nello stesso Consiglio Comunale, la propria posizione. Invece ci ha consegnato soltanto silenzio. E soltanto silenzio, purtroppo, è venuto dai banchi della maggioranza e dell'opposizione in Consiglio Comunale sebbene PD e Viva Urbino avessero accusato l’Amministrazione di “modalità padronale” e di “deriva nepotista” e invitato  l’assessore a dimettersi “anche alla luce dell’art.3, comma 6 del nostro Statuto comunale”.

Sinistra per Urbino riprende ora il tema non già per domandare se sussistano incongruenze di natura giuridica in merito alla questione, cosa che spetta agli organi di controllo ed eventualmente alla Magistratura verificare, ma per sottolineare il clamore politico e la rilevanza pubblica della vicenda.

Se la condotta del buon amministratore deve ispirarsi al principio della trasparenza e di non usare il proprio incarico per vantaggi personali, ci chiediamo se Guidi possa rimanere al suo posto determinando uno scenario politicamente ed eticamente inaccettabile. Qui naturalmente non siamo interessati a discutere dei titoli scolastici e accademici della figlia, ma ci si interroga sull'opportunità politica e sull'immagine generale che emergono dalla vicenda, per mettere in guardia sui rischi che possa trasformarsi in un precedente dagli esiti imprevedibili e dannosi per la credibilità delle istituzioni locali e palesare il timore che anche in futuro possano ripetersi e ampliarsi episodi di questo tipo e giustificati dubbi e sospetti sull'imparzialità, correttezza e trasparenza della gestione della cosa pubblica a fronte dei tanti giovani con curricula culturali  importanti che  sono costretti a lasciare Urbino per cercare  lavoro altrove. Una perdita dolorosa che impoverisce  le stesse potenzialità di sviluppo della nostra città.

Il sindaco Gambini aveva vinto le elezioni sciorinando slogan infarciti di moralità, evocando, con lui sindaco, l'apertura, di una nuova era nell’amministrazione comunale e criticando le precedenti amministrazioni per l'assegnazione di posti e incarichi pubblici a parenti e amici spesso privi delle dovute competenze. Il sentimento comune dei cittadini è che tali propositi siano stati disattesi alla prova dei fatti. Ora anche il Sindaco tace: quello che non andava bene in passato, oggi va bene? 

"Sinistra per Urbino" è convinta che soltanto con la presenza in un governo popolare, di una sinistra sociale  che esprima i bisogni del lavoro e si dimostri autonoma dalle pressioni delle lobby e del mondo affaristico, si possa lottare contro la corruzione e fare giustizia dei troppi clientelismi e dei voti di scambio che ammorbano le amministrazioni pubbliche, indipendentemente dalle alternanze al potere delle attuali formazioni politiche. I vari governi, nel momento in cui entrano in carica, dichiarano di  impegnarsi nel contrasto al clientelismo e a parentopoli, ma il più delle volte si tratta solo di un flatus vocis. 

Se il sindaco intende dare un contributo ad una concreta opera di moralizzazione, solleciti l’assessore Guidi a fornire pubblicamente un chiarimento inequivocabile per fugare tutti i retro pensieri, malumori e sospetti che si sono addensati attorno alla sua figura. Quanto a PD e Viva Urbino presentino almeno una interrogazione in Consiglio per discutere il caso Guidi e valutare l’eventuale  violazione dello Statuto e dei Regolamenti comunali.

09.1.2022

I silenzi dell'assessore (vivereurbino.it)



mercoledì 3 novembre 2021

A CHI IL “PREMIO ATTILA”?

Altri maestosi alberi che costituiscono ornamento e svolgono la loro funzione ecologica, di ombreggiare e ossigenare le vie della città sono stati tagliati alla radice. Siamo alle solite. Come abbiamo più volte scritto questo sindaco si è caratterizzato per tagli diffusi in varie parti del centro urbano, con argomentazioni le più varie, senza che un solo taglio abbia visto una piantumazione di specie uguale o diversa nella stessa area o in una viciniore. 

La difesa ambientale è poco congeniale al sindaco, alla Giunta e alla Destra che li sostiene: e lo si è visto dall'incuria e non manutenzione del verde urbano, dalla proposta del Biodigestore a Canavaccio fortunatamente bocciata per la reazione dei residenti, dall'adesione al progetto della diga sul Candigliano, dalla totale passività per il ripristino della ferrovia Urbino-Fano, dall'incapacità ad affrontare il problema dei cinghiali che flagellano le coltivazioni anche di pregio, provocano rabbia e sconforto tra i nostri agricoltori, e pascolano fin sotto le abitazioni del centro, dalla gru che sovrasta S.Lucia e che tra poco festeggerà il decennale, dall'abbandono del Centro di Educazione Ambientale, dallo stato di degrado del Parco delle Vigne, senza addentrarci sulla condizione della rete idrica ridotta ad un colabrodo o sulla discarica di Cà Lucio e le politiche arretrate in materia di rifiuti, e si potrebbe continuare a lungo. 

Mentre i grandi della Terra si sono riuniti a Roma per affrontare il problema della riduzione dell'inquinamento e e si sono impegnati a piantare  mille miliardi di alberi, mentre è in corso a Glasgow la Cop 26,  mentre il Paese è alle prese con le gravi conseguenze dei cambiamenti climatici, mentre Urbino e la provincia sono state messe a dura prova dalla siccità estiva dovuta alle emissioni inquinanti, mentre Milano programma la piantumazione di tre milioni di alberi mangia-smog nell'area metropolitana, chi governa la nostra città, patrimonio dell'Unesco, si distingue non per alberare le nostre vie, dare ristoro a chi vive tra il cemento e l'asfalto, e contribuire così alla lotta all'inquinamento, ma per tagliare alberi urbani, beni primari per le nostre vite. 

L'inizio di questo anno era stato inaugurato con il taglio di un centenario platano in via Gramsci, poi si è continuato con i tagli a Cà Staccolo e con altri un po' dovunque. Ora è il turno di due maestosi platani in fondo a Viale Don Minzoni, prima della porta di S.Lucia, mentre sembra che altri tagli siano in procinto senza che si accenni minimamente alla loro sostituzione. E' questa la prova della vocazione ambientalista di questo sindaco? E' questa la traduzione pratica della transizione ecologica in città? Non stiamo qui a ripetere l'importanza vitale dell'albero per la sopravvivenza dell'umanità, e soprattutto l'importanza della sua presenza nei centri urbani, su cui ci siamo dilungato in precedenti interventi. Fin da piccoli, a scuola, ci insegnano a identificare l'albero con il simbolo della vita. Se Legambiente assegna ancora il premio Attila a chi si è distinto per il suo impegno antiecologista, Sinistra per Urbino e tutti coloro che hanno a cuore il verde e la natura saprebbero chi candidare per una sicura vittoria del Premio Attila 2021.

Urbino,03.11.21



giovedì 21 ottobre 2021

SINISTRA PER URBINO. CONTINUANO LE PERDITE DALLA RETE IDRICA

SINISTRA PER URBINO. CONTINUANO LE PERDITE DALLA RETE IDRICA

Mentre si continua a discettare sulla fantasiosa grande diga sul Candigliano, un obbrobrio architettonico paesaggistico e un grave danno per l'entroterra, la rete idrica cittadina continua a perdere centinaia di litri confermando la sua permeabilità come un colabrodo. Alcuni residenti di Mazzaferro ci segnalano che in via Sacco e Vanzetti, si è registrato di recente l'ennesimo buco nella rete idrica con ingente perdita di acqua buona, quella che entra nelle nostre case, che ha necessitato di un intervento dopo alcuni giorni di perdita dell'oro blu, nella stessa area che aveva subito altre rotture nei mesi precedenti. 

Quando si comincerà a mettere mano al rifacimento di una rete idrica nuova visto le ingenti perdite di quella attuale ? Invece di studiare fantasmagorici sbarramenti del Candigliano, perchè non si comincia a rifare le condutture cittadine, magari un pezzo alla volta per diminuire la percentuale di perdite provinciali di circa 1/3? Il sindaco, la giunta di destra che hanno subito sposato il progetto della diga senza ascoltare le popolazioni locali, sono consapevoli che se si andrà a costruire una diga con ingenti esborsi di capitali si continueranno a disperdere, ingenti quantità d'acqua potabile, (secondo il sito openpolis che riporta i dati Istat del 2015 la rete idrica urbinate perderebbe lungo il tragitto una percentuale impressionante), la stessa acqua accumulata con la diga, prima che arrivi ai rubinetti di casa? Continueremo ad utilizzare l'acqua pregiata del Monte Nerone per gli sciacquoni della provincia? Perché chi occupa poltrone e centri decisionali non prende in considerazione i numerosi suggerimenti e proposte alternative e meno costose, non impattanti, e a salvaguardia del territorio e dei suoi residenti, avanzate da Sinistra per Urbino e dalle associazioni ambientaliste ?  

Pulizia degli invasi esistenti, politiche per favorire l'uso di acqua di recupero di acque reflue grigie per usi non potabili (pensiamo all'estate, soprattutto sulla costa, a quanta acqua pura viene utilizzata per usi non igienico/alimentare), con la realizzazione in centri abitativi, commerciali e produttivi di rilevanti dimensioni di reti duali, con la creazione di piccoli invasi dove si registrano i maggiori disagi estivi, con la vigilanza contro le captazioni illegali e l'inquinamento delle acque nei corsi d'acqua, politiche per tecnologie innovative sostenibili nell'irrigazione in agricoltura, la coltivazione di specie agricole a ridotto consumo idrico, stop al consumo di suolo, ecc., fino ad interventi di desalinizzazione sui centri costieri, sono gli interventi proposti da anni dal mondo ambientalista. 

E il Pd urbinate? Che pensa della diga? Sarebbe auspicabile tradurre i buoni propositi in prese di posizione comuni con le tesi ambientaliste, dal tema della gestione dell'acqua a tutti gli altri, a cominciare dal ripristino della ferrovia Fano – Urbino.

L'acqua è un bene comune, è l'oro blu della contemporaneità, una risorsa che sarà sempre più rara e difficile da utilizzare. Bisogna uscire dalla logica dei consumi illimitati e degli sprechi, dalla logica del massimizzare il valore a breve termine per gli azionisti e la soddisfazione immediata del cliente consumatore. Come bene comune l'acqua deve tornare sotto la gestione pubblica, fuori dalle logiche di profitto, nel rispetto del risultato referendario ignorato e tradito da tutti gli attuali partiti parlamentari, dalla estrema destra al Pd e i suoi alleati.  Il risultato del referendum del 12 e 13 giugno 2012 con la vittoria dei promotori per l'acqua pubblica, risultato reso nullo dai partiti parlamentari, è tutt'oggi una grave ferita per uno Stato che si proclama democratico e dichiara di rispettare la volontà popolare: si continua ad ignorare il risultato del referendum, espressione della democrazia diretta e  dell'esercizio della sovranità popolare. 

SINISTRA PER URBINO




giovedì 14 ottobre 2021

SINISTRA PER URBINO A FIANCO DELLA CGIL CONTRO IL FASCISMO E I FASCISTI.

Sinistra per Urbino esprime la piena e totale solidarietà alla CGIL oggetto di un' aggressione fascista che ne ha devastato gli uffici della sede centrale di Roma. La presenza, la partecipazione, l'egemonia politica dei gruppi fascisti nella manifestazione di Roma esprimono senza alcun dubbio la matrice fascista delle aggressioni di Roma. Il fatto che nella manifestazione ci fossero singoli cittadini e anche antagonisti non toglie nulla alla matrice fascista della manifestazione. Anzi quelle persone che dichiarano di non c'entrare nulla con i fascisti (ma in realtà diverse di queste persone sono state viste nell'assalto alla sede della CGIL) dovrebbero sapere che nella Storia spesso i gruppi fascisti si sono serviti delle manifestazioni afasciste per contaminarle e per strumentalizzarle per i propri fini. 

Il carattere politico di una protesta non è determinato dalla composizione sociale dei partecipanti alle ribellioni e alle manifestazioni, come abbiamo imparato dalla Storia delle aggressioni che portarono alla Marcia su Roma, alle ribellioni del Boia chi Molla di Reggio, e anche a livello internazionale dalle tante manifestazioni violente contro i legittimi governi di democrazia popolare e per ultimo dall'assalto al Campidoglio di Washington. 

In Italia e in ogni parte del mondo la reazione e i fascisti agitano temi sociali per acquisire fiducia tra i lavoratori che privi di una guida politica di sinistra in difesa della propria classe, vengono strumentalizzati e trascinati per obiettivi e fini che sono contrari alle aspettative dei partecipanti ingenui. I fascisti agitano temi demagogici e  incutono timori sui vaccini mescolandoli ai temi della sanità pubblica, del lavoro, della sicurezza e li condiscono con la difesa della Libertà, ma in realtà vogliono il contrario, eredi del fascismo che soppresse ogni libertà, e alleati di quelle forze parlamentari di destra che hanno varato e sostengono leggi a favore della privatizzazione della sanità, contro i lavoratori, contro la salute e la sicurezza nei posti di lavoro, a favore della precarizzazione del lavoro, e che per mesi, in piena pandemia, hanno sostenuto di aprire tutto e tutti i posti di lavoro mettendo a rischio la vita dei lavoratori (difesa del profitto padronale a scapito della vita dei lavoratori). I partiti parlamentari di estrema destra (Lega e Fratelli d'Italia) hanno mostrato tante ambiguità nei confronti del fascismo e inquietanti contiguità di autorevoli dirigenti nei confronti dei gruppi fascisti che stanno strumentalizzando il malessere sociale e aggrediscono i simboli del lavoro. Chi conserva nel proprio simbolo l'insegna del MSI, partito erede del fascismo, fatica a dichiarare fascista l'aggressione di Roma. 

Sinistra per Urbino si batte contro il precariato e per aumenti salariali, per una sanità pubblica, e ritiene che in primo luogo bisogna salvaguardare la salute e la vita dei lavoratori, sconfiggendo la pandemia con l'arma della scienza, dei vaccini e della prevenzione, e garantendo le misure di sicurezza e intensificando i controlli nei posti di lavoro per impedire gli incidenti sul lavoro. Si deve vigilare per impedire la partecipazione di gruppi fascisti e parafascisti nelle manifestazioni legittime indette per esprimere il malessere sociale che devono richiedere stringenti misure di tutela della salute dei lavoratori, contro il Covid, contro gli incidenti sul lavoro, per l'occupazione e in difesa dei posti di lavoro. 

Urbino, 11.10.21 SINISTRA PER URBINO



Sinistra per Urbino: "No alla diga sul Candigliano, solidarietà con Dipende da Noi"

La siccità estiva determinata dai cambiamenti climatici, questa estate ha creato disagi e ha prodotto la proposta da parte di autorevoli esponenti del Pd della costa e dei vertici di MMS di costruire un nuovo grande invaso nell'entroterra per sbarrare le acque del Candigliano.

Sinistra per Urbino non crede che una nuova gigantesca opera possa essere utile al territorio dell'entroterra, anzi rischia di essere un pesante e grave danno ambientale. Ritiene invece che sia utile intervenire sulle perdite della rete idrica, (anche ad Urbino le strade di zone abitate sono disseminate di toppe, spesso una accanto all'altra, a testimonianza delle frequenti e numerose rotture, con ingenti perdite di acqua potabile), sulla pulizia degli invasi esistenti, con politiche per favorire l'uso di acqua di recupero per usi non potabili (pensiamo all'estate, soprattutto sulla costa, a quanta acqua pura viene utilizzata per usi non igienico/alimentare), con la realizzazione in centri abitativi, commerciali e produttivi di rilevanti dimensioni di reti duali, con la creazione di piccoli invasi dove si registrano i maggiori disagi estivi, con la vigilanza contro le captazioni illegali e l'inquinamento delle acque nei corsi d'acqua, con incentivi per politiche irrigue sostenibili in agricoltura - tecniche innovative, scelta delle specie da coltivare a ridotto consumo idrico, ecc. - fino ad interventi di desalinizzazione sui centri costieri.

Abbiamo sostenuto il referendum sull'acqua pubblica e non ne dimentichiamo l'eccezionale risultato, sebbene tutti i principali partiti di governo e di opposizione in Parlamento lo abbiano subito rimosso e ancora lo disattendono violando quei principi democratici costituzionali che esigono il rispetto della volontà popolare. Sinistra per Urbino è fermamente convinta che l'acqua è un bene comune sul quale vanno evitati sprechi e profitti privati.

L'opposizione alla diga sul Candigliano è l'occasione per riunire tutti gli ambientalisti della provincia, che negli ultimi tempi, purtroppo, si sono divisi su tante emergenze ambientali, dalla Ferrovia Fano - Urbino al Biodigestore di Talacchio, vanificando quell'unità e quella forza mobilitante che i temi ambientali richiedono.

Ci sorprende e ci indigna la notizia che il movimento politico "Dipende da noi" sia stato oggetto di minaccia di querela da parte di MarcheMultiServizi. Riteniamo che vada dato merito a "Dipende da noi" di aver posto l'attenzione sulle consistenti perdite di acqua potabile dalla pubblica rete idrica in un intervento contro la proposta della diga sul Candigliano. MMS è una società il cui presidente, Daniele Tagliolini, è un esponente del Pd, e auspichiamo che il confronto e anche lo scontro politico, possa essere garantito senza ricorrere ai tribunali e alla carta bollata. Una simile degenerazione avrebbe come conseguenza uno svilimento della dialettica politica e una ferita alla libertà di critica e di espressione con il coinvolgimento di esponenti di un partito che dice di voler difendere tali valori. Sinistra per Urbino esprime vicinanza e solidarietà a "Dipende da noi", di cui condivide l'opposizione alla proposta della diga e la critica per le ingenti perdite dalla rete idrica pubblica, e auspica il ritiro della minaccia.

Cosa pensa il PD di Urbino della gestione dell’acqua? Cosa pensa del comportamento di MMS? Sarebbe questa una prima occasione per dimostrare concretamente che ha riflettuto sugli errori del passato e intende farla finita con le politiche neoliberali e con il sostegno alle privatizzazioni per riportare alla buon’ora la barra a sinistra, come abbiamo chiesto nel nostro appello”.

Anche in questa occasione il sindaco di Urbino non si è lasciato perdere l'occasione per confermare la sua concezione del confronto politico, apprezzando la minaccia contro "Dipende da Noi". Non solo ma sostenendo la costruzione della diga, mostra poca attenzione agli interessi e alle esigenze delle popolazioni dell'entroterra. Un'altra occasione persa per favorire un confronto democratico e difendere le risorse naturali dell'entroterra.

27.09.21


ORDINANZA SULLA CHIUSURA DEI LOCALI: DEMAGOGICA E UN DANNO PER LA CITTAì

 

Comunicato di Sinistra per Urbino


L’ordinanza del Sindaco che dispone la chiusura dei locali alla mezzanotte dei giorni di giovedì, venerdì e sabato, oltre a non risolvere i problemi di ordine pubblico per i quali sarebbero sufficienti più controlli, danneggia l’economia cittadina e suggerisce all’esterno l’immagine di una città in preda al disordine e alla violenza. Un modo di procedere, quello del Sindaco, che non si è preoccupato di ascoltare preventivamente le associazioni di categoria, le forze politiche di opposizione e le organizzazioni degli studenti.

Sinistra per Urbino respinge una decisione inutile e demagogica, che sottende un’idea di ordine calato dall’alto, un cavallo di battaglia della destra più becera e impresentabile con cui Gambini va a braccetto e di cui ricerca l’appoggio politico per le ormai prossime scadenze elettorali.

Ribadisce che il problema nel rapporto con gli studenti non possa essere collocato solo sul piano dell’ordine pubblico, ma sulla collaborazione e la condivisione, fermo restando che i pochi di coloro che compiono gesti punti dal codice penale siano senz’altro perseguiti.

Fa appello alle forze politiche e alle rappresentanze economiche cittadine affinché l’ordinanza sia sospesa e si trovino modalità diverse e più ragionevoli.

sabato 18 settembre 2021

SINISTRA PER URBINO: PER COSTRUIRE UNA COALIZIONE PROGRESSISTA E DEMOCRATICA CONTRO UNA DESTRA AGGRESSIVA E ARROGANTE


Le prossime elezioni per il Comune di Urbino si terranno dunque con la legge elettorale dei piccoli Comuni. Il declino della città, manifestatosi già con la precedente amministrazione è proseguito infatti in maniera accelerata con l’ancor più scellerata amministrazione Gambini e si è tradotto in un irrecuperabile calo demografico. Eletto come esponente degli interessi economici prevalenti del circondario - i quali hanno pensato di “fare da sé” e prendersi la città, spodestando i vecchi partiti usati sino a quel momento come tram -, alla fine della fiera Gambini ha ridotto Urbino a un noioso borgo di provincia che vive di economia parassitaria e dal quale i giovani e le famiglie sono costretti a fuggire. La sua Giunta si è distinta soltanto per qualche asfaltatura preelettorale di alcune strade (che è già qualcosa ma del tutto insufficiente) e per il fumo negli occhi gettato da un personaggio televisivo dal gusto discutibile, usato come paravento mediatico.

Lo scenario ora cambia. Con la nuova legge elettorale, integralmente maggioritaria e a un turno secco, chi prende anche un solo voto in più vince e si porta dietro 2/3 del Consiglio comunale. E’ chiaro, a questo punto, che non si presenteranno i singoli partiti ma ci sarà una forte spinta alla formazione di due sole liste civiche: due grandi contenitori che cercheranno di accontentare tutti e di candidare persone capaci di raccogliere voti.

In queste condizioni, si capisce che ogni singolo voto avrà un peso molto maggiore che in passato: ogni voto guadagnato sarà importante, ogni voto perso potrebbe essere decisivo.
Sinistra per Urbino è consapevole di questo scenario e intende fare di tutto per scongiurare una nuova vittoria delle destre, che per la città sarebbe il colpo di grazia. I voti da recuperare sono moltissimi e l’unità di uno schieramento democratico e progressista sarà indispensabile per non cedere la città a chi nel centrodestra rappresenterà probabilmente gli eredi dei fascisti e sarà comunque interprete di una politica reazionaria sia sui temi economico-sociali che su quelli
culturali e legati ai diritti.

Proprio per questo, riteniamo necessario e urgente aprire sin d’ora una discussione pubblica e confrontarci con le forze politiche del centrosinistra. Per capire in tempo utile cosa queste forze pensino del declino della città, della sua genesi e di come contrastarlo, per capire in sostanza se esiste o può essere costruita una proposta che ridefinisca il modello di sviluppo locale in grado di rilanciare Urbino.


Il PD e il centrosinistra hanno riflettuto sulle sconfitte o sono ancora legati alle politiche liberiste, che hanno voluto a tutti i costi nel passato grandi opere inutili (come S. Lucia) destinate a gravare ancora a lungo sul bilancio comunale? Cosa pensano del ripristino della ferrovia, ovvero di una viabilità sostenibile ed efficiente che colleghi la città alla costa e ai principali centri della Provincia e delle regioni confinanti? Cosa pensano di politiche finalizzate all'eliminazione degli sprechi idrici, per l'acqua pubblica, per ridurre i conferimenti dei rifiuti in discarica e aumentarne invece il riciclo, per favorire la pedonalizzazione del centro storico eliminando il caos delle auto, moralizzando e verificando i troppi permessi concessi spesso per favoritismo, gestendo e riducendo in modo razionale l'ingresso di camion e mezzi che portano merci attraverso la realizzazione di un centro di smistamento lontano dal centro? Quando si potranno vedere ciclabili e camminamenti in sicurezza? Il rapporto con gli studenti lo si continuerà a intendere in modo strumentale, consumistico e monetario senza offrire loro spazi autogestiti, iniziative culturali e ricreative apprezzabili? E i rapporti con l’Università? Potrà mai l’Università, da monocoltura che è adesso, diventare volano di diversificazione funzionale dell’economia locale? Ci si impegnerà a calmierare il mercato degli affitti e a combattere l'abusivismo in nero? E si rilancerà una programmazione culturale permanente, di alto livello, che coinvolga il tessuto associazionistico della città chiudendo per sempre la deleteria era-Sgarbi? Il PD e il centrosinistra che cosa propongono per fermare il declino della sanità urbinate che anno dopo anno sembra sempre più inarrestabile? Che cosa pensano delle frazioni, ridotte a dormitori, isolate e prive dei servizi minimi che hanno subito in modo amplificato la decadenza della città? E di Ponte Armellina? A quando il sempre promesso e mai cominciato risanamento? Infine, ma non per ultimo, quali politiche si pensa di adottare per accogliere e favorire il processo immigratorio, senza discriminazioni, unico fattore attualmente in grado di rilanciare l'economia e il numero dei residenti? 

Non è presto per confrontarsi su questi argomenti. Così come non è presto cominciare a individuare fin dalle prossime settimane una figura in grado di garantire una discontinuità con il passato (considerato che i vecchi dinosauri hanno ormai fatto il loro tempo) e di guidare in maniera ragionevole una coalizione che, pur comprendendo posizioni politiche fra loro anche distanti, potrà essere particolarmente operativa nella realizzazione di preziosi obiettivi comuni. È necessario individuare esponenti politici nuovi, all'altezza di un rilancio della città. 

Sinistra per Urbino ha rappresentato in questi anni una piccola trincea di resistenza. Con tanti limiti e fra numerose difficoltà, abbiamo conservato la nostra autonomia e garantito la presenza anche simbolica di una sinistra sociale che, rifiutando ogni forma di subalternità al PD, ha cercato di rappresentare le istanze, i bisogni e i valori del mondo del lavoro, della multiculturalità e dell'ambientalismo. 

Noi adesso siamo disponibili a far convergere queste nostre forze, che potrebbero essere decisive, se esisteranno le condizioni programmatiche. In caso contrario, presenteremo senza troppi indugi la nostra lista come nelle ultime due tornate elettorali. Se vogliamo liberare la città, ponendo fine all’era Gambini e alla sua triste decadenza, è necessario cominciare a ragionare ed è necessario farlo presto, perché non accetteremo nessun fatto compiuto e nessun percorso che fin dal principio non sia stato apertamente condiviso. 

14 settembre 2021