giovedì 18 febbraio 2021

SINISTRA PER URBINO. A FIANCO DEI COMITATI PER UN AUTENTICO AMBIENTALISMO

 




Il nostro territorio si è finora caratterizzato per la presenza di gruppi di cittadini che muovendo da obiettivi concreti e difesa del territorio sono gli unici che fanno politica tra la gente riscuotendo ampi consensi.  Tra  questi possiamo segnalare il Comitato di Cà Lucio e i cittadini che sono ricorsi per via giudiziaria contro la Provincia e MarcheMultiServizi per esigere la chiusura della discarica di Cà Lucio, il Comitato di Canavaccio che si è opposto con successo al Biodigestore che il Sindaco voleva imporre alla frazione, il Comitato Diversamente di Talacchio e Vallefoglia che si batte con l'ampio consenso dei cittadini contro il Biodigestore di MMS, l'Associazione Ferrovia Valmetauro che da anni si impegna per il ripristino della ferrovia Fano - Urbino. Sono esempi di impegno, abnegazione, sacrificio personale, che semplici cittadini non esitano a mettere in campo per il benessere non solo proprio ma di tutta la collettività, per la salvaguardia e la salubrità dei territori. Spesso si sentono dire “ma chi te la fa fare”, vengono attaccati, derisi  e blanditi dal potere, ma sono un grande esempio di come la collettività dovrebbe difendere i territori. Possono incontrare delle battute d'arresto, come la sentenza del Consiglio di Stato a favore di chi ha deciso di scaricare a Cà Lucio rifiuti provenienti da ogni dove, ma in realtà “le battaglie non si perdono, si vincono sempre”. Il Comitato ha osato sfidare un potere potente che riuniva Pd (Provincia) e destra (sindaco e Giunta di Urbino), alleato di un potentato economico (MMS è una delle imprese con i più alti profitti tra le imprese della Regione). Davide contro Golia. E sebbene questa sentenza abbia segnato un punto a favore di Golia, il coraggio espresso dai cittadini del Comitato costituisce un esempio per tutti. Hanno dimostrato che a questi poteri ci si può opporre, e nonostante la sentenza avversa, stanno vincendo sul piano politico: si sono ribellati ad atti ritenuti una prepotenza, hanno gridato i loro diritti calpestati, hanno messo in difficoltà il potere, lo hanno costretto prendere in considerazione le istanze dei residenti, a temerne i controlli in mancanza o carenza di quelli istituzionali. 

Questi sono esempi di vero ambientalismo che hanno sostituito il vecchio ambientalismo in crisi e piegato da compromessi con i poteri che ne hanno inficiato l'identità, che l'hanno allontanato dai principi fondativi, dalle esigenze dei cittadini che spesso l' accusano di subire  pressioni dal potere politico ed economico. Cosa rimane di ambientalismo per chi si affianca all'attuale potere politico ed economico che vuol imporre ai cittadini di Vallefoglia il Biodigestore nonostante l'opposizione di oltre 5000 residenti? 

Come può definirsi ambientalista chi si schiera contro la ferrovia Fano – Urbino e chiede la ciclabile sul sedime ferroviario, condannando l'entroterra all'isolamento, al degrado sociale e sposando così l'uso dei carburanti fossili per i mezzi di trasporto di merci e persone tra costa ed entroterra? Costoro sono espressione di una sorta di effimero ambientalismo aristocratico, consumistico per i ceti benestanti della costa, che vede l'entroterra come luogo  per le gite fuori porta di domenica, per godersi l'aria pulita e le bellezze naturalistiche e architettoniche, magari in bicicletta, senza curarsi della desertificazione sociale che queste politiche provocano e delle condizioni di vita dei residenti. 

Il fatto che lo stesso territorio venga colonizzato e sacrificato con la privazione di infrastrutture essenziali, e ridotto a siti per la raccolta e il trattamento dei rifiuti prodotti da altri (soprattutto dalla costa) e trasportati da un intenso traffico di automezzi, diventa l'espressione di questo atteggiamento elitario di disprezzo. 

Chi è sinceramente ambientalista si schiera a fianco del Comitato di Cà Lucio per la chiusura della discarica e impedirne l'accumulo straordinario di rifiuti anche da fuori provincia, a fianco del Comitato Diversamente di Vallefoglia che si oppone a un Biodigestore che per le sue dimensioni attirerà rifiuti anche da fuori Regione alla sola ricerca di profitti, a fianco dell'A.F.V.M. per il ripristino della ferrovia, per  una moderna ed ecologica metropolitana di superficie, fondamentale per fermare la spoliazione dell'entroterra. 

Sinistra per Urbino si augura che l'ambientalismo storico abbia un sussulto di dignità riscoprendo i propri valori identitari, e faccia proprie queste istanze schierandosi a fianco dei cittadini che da anni gridano e protestano per difendere i loro diritti alla salute e alla vita nei loro territori. Per quanto riguarda le forze politiche sia il Pd che la Destra hanno finora dimostrato che sono più attenti a garantire i poteri economici e  disattendere le vacue promesse elettorali che essere vicini ai cittadini dell'entroterra. 

domenica 14 febbraio 2021

AVANTI PER IL RIPRISTINO DELLA FERROVIA. NO A PRETESTI ED ESPEDIENTI.

 La visita del Presidente della Commissione Trasporti Coltorti e del sen. Fede membro della stessa Commissione, entrambi del Movimento 5stelle,  e l'incontro con il Presidente della Regione Acquaroli, durante il quale si è parlato di viabilità, infrastrutture e anche della ferrovia Fano – Urbino, hanno rafforzato le speranza che qualcosa possa muoversi per la fattibilità di questa arteria, fondamentale per la vita dell'entroterra. Tuttavia ancora una volta stupisce l'ostinazione di chi continua ad insistere sulla ciclabile a 1 metro dai binari, il pretesto per opporsi in altro modo al ripristino della ferrovia. Egoismo e arroganza miopi  e controproducenti, perchè anche i residenti della costa sono interessati alla vivibilità dell'entroterra per avere scambi veloci e non avere conseguenze per migrazioni massive sui centri costieri. Attualmente, per tutto l'entroterra, la priorità è il ripristino della ferrovia, l'unico strumento che può consentire scambi veloci e sicuri con la costa di persone e merci, senza inquinare, riducendo gli intasamenti stradali e le continue spese per i rifacimenti del manto stradale. Poi nessuno è contrario che possa svilupparsi una rete di ciclabili; anzi ben vengano ma non a scapito della ferrovia, come i ferventi partigiani della ciclabile a fianco dei binari auspicano. Nessun ente o regolamento ferroviario consentiranno mai una ciclabile che corra a fianco della ferrovia, e questa ostinazione costituisce un espediente di coloro che in realtà si oppongono al ripristino per sostituire la tratta dei binari con la ciclabile; non è un caso che sono sempre gli stessi, prima esprimendosi palesamente contro e ora agitando la ciclabile accanto ai binari per continuare nella loro lotta di opposizione. Oggi chi si batte testardamente per la ciclabile a fianco dei binari lo fa perchè contrario al ripristino della ferrovia.  Non si comprendono le ragioni di autorevoli esponenti del Pd della costa nell' alimentare questa ostinazione. Sinistra per Urbino chiede che il Pd di Urbino e dell'entroterra intervenga pubblicamente sull'argomento e ponga il tema della ferrovia come discriminante nei rapporti interpartito. Il Pd dell'entroterra ha pagato un alto prezzo in termini di consenso per seguire una politica di subordinazione alle miopi scelte del Pd della costa sui temi della ferrovia, della sanità, delle infrastrutture, dell'ambiente e per politiche che hanno causato un lento e progressivo declino economico e sociale. Il silenzio, altrimenti, potrebbe apparire  complice di coloro che gridano e lavorano per sabotare i piccoli ma importanti passi che invece si stanno compiendo  per merito innanzitutto dell'AFVM e poi di tutti coloro che da tanti anni si stanno battendo per il ripristino della ferrovia, compresa Sinistra per Urbino. 

Sempre all'interno del Pd alcuni personaggi con visibilità mediatica hanno scoperto da ultimo la ferrovia, ma su un percorso ex novo di collegamento con Vallefoglia. Ora nessuno vuol togliere nulla a Vallefoglia, un centro produttivo di fondamentale importanza della nostra provincia, e non sarà sicuramente Sinistra per Urbino ad opporsi alla linea ferroviaria per Vallefoglia. Ma vorremmo far riflettere i loro proponenti: è già difficile procedere per il ripristino della Fano Urbino, dove esistono  binari e un sedime ferroviario già predisposti, a maggior ragione pensare ad un tratto ferroviario ex novo con un nuovo percorso, progettazioni, espropri ecc. Quindi, perchè non appaia anche questa, un'arma di distrazione di massa, per creare confusione e distogliere l'attenzione dall'obiettivo principale, tutte le forze che hanno a cuore l'avvenire del nostro entroterra si concentrino per il ripristino della ferrovia Fano – Urbino, che potrà costituire  la base per poi proseguire con altri percorsi. Qualsiasi altra proposta o invenzione rischia altrimenti di portare acqua al campo avverso. Si apra un tavolo di collaborazione tra tutte le forze, maggioranza e opposizione, si lavori unitariamente per trovare le risorse necessarie, anche ricorrendo ai fondi europei del Next Generation EU, si esca dall'annosa  passività e colpevole inazione da parte della Giunta Comunale di Urbino e dell'intero Consiglio. Soltanto attivandosi, unendo forze e risorse si potrà ritornare a vedere il treno sferragliare nelle nostre valli.   





SINISTRA PER URBINO. NUOVO ANNO NUOVO TAGLIO. LA POCA PROPENSIONE ALLA DIFESA AMBIENTALE DELLA GIUNTA.

 Il nuovo anno è  iniziato con il taglio di un nuovo albero, un centenario platano dalla maestosa chioma, in via Gramsci, vicino alla sede degli ambulatori medici, e all'Isef. L'albero viene sempre dipinto come simbolo della vita, e in effetti ci fornisce ossigeno tramite l'azione clorofilliana, partecipa al ciclo dell'acqua, impedisce l'erosione dei terreni, offre cibo e riparo per i volatili,  mitiga la calura estiva, ha sempre svolto e svolge un'importante funzione di arredo e ornamento urbano, tanto che un importante architetto e urbanista, Stefano Boeri, - a cui la giunta prima aveva affidato un importante incarico per la città per poi provvedere alla sua revoca con motivazioni misteriose -  integrando verde, biodiversità e abitazioni ha avuto grande notorietà in Italia, in Europa e in Cina. A parole tutti parlano a difesa del verde e dell'albero, ma nei fatti la città ha visto una sensibile diminuzione degli alberi in città. Eppure anche la traumatica vicenda della pandemia ha rafforzato nell'opinione pubblica l'esigenza di difendere l'ambiente naturalistico e il verde. Ora non vogliamo entrare nelle motivazioni che hanno indotto la Giunta a tagliare questo secolare e ornamentale albero, né siamo per difendere ogni singolo albero e condannare ogni singolo taglio in città, sebbene la cosa ci provochi dispiacere. Si può facilmente rimarcare, tuttavia, come questa Giunta, insieme alla precedente, si sia caratterizzata per una scarsa vocazione ambientalista, con continui tagli di alberi,  col consumo di suolo spesso per piazzole, parcheggi e parcheggini, con il tentativo di imporre il biodigestore a Canavaccio contro la volontà dei residenti, per l'indifferenza nei confronti delle rimostranze dei residenti che soffrono per la discarica di Cà Lucio, per la vicenda enigmatica con chiusura del Cea-Casa delle Vigne, ecc. La destra con l'ambientalismo ha sempre avuto una reazione allergica e questa  Giunta non lo smentisce. Se un singolo albero va tagliato perchè può costituire un pericolo per l'incolumità pubblica, non saremo certamente noi a sostenere il contrario. Ma se in un posto si taglia un albero, perchè malato o pericolante, se ne può piantare uno nuovo o nello stesso posto o vicino o lungo un'altra strada cittadina. Invece in questi anni abbiamo assistito al taglio continuativo di alberi lungo le strade e le vie della città, senza che venissero rimpiazzati con piantumazioni di varietà simili o diverse che potessero ben adattarsi con l'ambiente urbano. Inoltre questa Giunta non ha curato per nulla il verde urbano: pensiamo all'esempio tipico del Parco delle Vigne, il biglietto da visita della città, abbandonato a sé stesso, addirittura mezzo bruciacchiato dopo l'incendio di questa estate, senza un minimo di manutenzione straordinaria né tantomeno ordinaria. La città ha bisogno degli alberi e la loro lenta ma progressiva scomparsa costituisce un grave danno e una ferita per essa. La città vive in simbiosi con il verde. Urbino,09.01.21