martedì 25 luglio 2023

RICECI UN PRIMO PARZIALE SUCCESSO DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE.

RICECI UN PRIMO PARZIALE SUCCESSO DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE.

Di fronte alle manifestazioni di protesta di centinaia di cittadini, assemblea di Gallo di Petriano, assemblea in Piazza della Repubblica ad Urbino, nei due Consigli Comunali ad Urbino, il ritrovo popolare a Riceci del 14 luglio, e da ultimo il sit-in di protesta del 24 luglio davanti la sede di Marche MultiServizi, il Consiglio di Amministrazione dell'azienda ha deciso all'unanimità, quindi col voto dei consiglieri di Hera e  dei Comuni, di sospendere per il momento il progetto di Riceci e di chiedere a tutti i comuni soci dell'azienda di avanzare una proposta sostitutiva del sito di Riceci. 

E' certamente un successo delle grandi manifestazioni e mobilitazioni dei vari Comitati di cittadini, sorti spontaneamente in provincia. Tuttavia Sinistra per Urbino ritiene che non debba essere abbandonata la vigilanza e che la mobilitazione non debba abbassare la guardia. Infatti nel comunicato congiunto non si recede dal progetto, che si afferma "fondamentale per lo sviluppo economico – finanziario dell'Azienda" e avverte i cittadini che  questo progetto è funzionale  a "tutto il sistema" compreso "il sistema tariffario che risulta purtroppo l'unica leva a disposizione per gli investimenti". 

Tradotto dal burocratese, se questo progetto non si fa a Riceci o in un altro posto (ma quale? Quale comune dell'entroterra darà la sua autorizzazione ad ospitare una discarica?), l'Azienda MMS aumenterà la Tari, la tassa sui rifiuti, come se non fosse già abbastanza cara quella che già i cittadini pagano.  In questa comunicazione, in cui si prende atto di fermarsi di fronte alla mobilitazione dei cittadini, non si fa alcun cenno ad una diversa politica della gestione dei rifiuti, non si parla di aumentare la differenziata dei rifiuti urbani e industriali non pericolosi per ridurre sensibilmente il ricorso alle discariche, non si parla di cessare con l'importazione di rifiuti da fuori provincia e regione, ma si continua a perseguire la stessa politica che vede nei rifiuti un' occasione per fare profitti e per maggiori dividendi per i privati e anche per possibili ed eventuali maggiori compensi per l'Amministratore Delegato e i membri del CdA. 

E in tutto ciò, il governo nazionale e regionale di destra nulla ha cambiato rispetto alle politiche precedenti, anzi ha incrementato le dichiarazioni e i propositi per creare nuovi inceneritori, cioè per rovinare ulteriormente l'aria già malsana delle nostre città. E' inoltre necessario conoscere perché si è ricorso alla costituzione di una nuova società, "Aurora" che per il 60% è in mano dei privati, con la prospettiva che MMS dovrà in seguito rilevarne l'intera quota. Sembra un gioco ad incastri, un gioco finanziario speculativo, in cui i contribuenti hanno solo da perdere. Nessun chiarimento nell'audizione dell'A.D. nel Consiglio Comunale ad Urbino, e nemmeno da parte del delegato del Sindaco Gambini nel Cda, e nemmeno dallo stesso Sindaco Gambini. Chi sono i soci privati della società Aurora? Con quanto di capitale hanno originariamente concorso? E' stata una operazione congrua o a vantaggio del privato entrare in tale società? E' possibile che l'A.D. di Aurora sia lo stesso di MMS? 

Dopo le esternazioni nell'ultimo Consiglio Comunale perché le forze di maggioranza che dichiarano di essere contro Riceci non ne traggono le necessarie conseguenze? Perché rimangono abbarbicati alle poltrone se non condividono le posizioni del Sindaco in materia di rifiuti? Gambini aveva vinto le elezioni nel 2014 innalzando la bandiera della chiusura della discarica di Cà Lucio. Quanti anni sono trascorsi prima che se ne vedesse qualche passo? Poi voleva portare il biodigestore a Canavaccio, scelta che ancora difende. Infine Riceci. Le dichiarazioni delle forze di maggioranza, ogni volta mostrano l'ipocrisia e l'opportunismo di chi è interessato ai posti di potere piuttosto che alla salute e all'ambiente di Urbino e dei suoi cittadini.

Quindi la mobilitazione dovrà mantenersi vigile perché gli intrighi e le manovre antipopolari siano sconfitte come lo è stato per questa prima fase su Riceci, e battersi per una gestione pubblica dei rifiuti al di fuori delle alchimie e delle speculazioni di imprenditori senza scrupoli. Bisogna richiedere la gestione pubblica dei beni comuni, a cominciare dalla gestione dell'acqua, dei rifiuti e della sanità. Per sovvertire radicalmente il modello di sviluppo rapace che è stato imposto sul piano nazionale e locale negli ultimi 30 anni è necessario arrestare le privatizzazioni, smantellare questi carrozzoni come MMS, che funzionano da camera di compensazione degli interessi privati e delle consorterie politiche, e affermare una proprietà pubblica e una gestione trasparente dei beni comuni, che per statuto coinvolga la cittadinanza nelle scelte strategiche.  Basta con le speculazioni privatistiche a danno dei cittadini e la monetizzazione della salute. Si perde sia dal punto di vista del controllo della salute che dal punto di vista del controllo tariffario. 

Urbino, 25.7.23


sabato 22 luglio 2023

DISCARICA DI RICECI, E GAMBINI RESTO' DA SOLO

 DISCARICA DI RICECI, E GAMBINI RESTO' DA SOLO 

Ha suscitato sconcerto tra i cittadini l'intervento del Sindaco Gambini nella seduta del Consiglio Comunale. Per il Sindaco, che in evidente deferenza si rivolgeva sempre alla sua destra, probabilmente in ossequio alle autorità di Marche MultiServizi, l'Amministratore Delegato Tiviroli ha fatto bene a presentare il progetto della discarica di Riceci, hanno fatto bene il Consiglio di Amministrazione e l'Assemblea dei delegati dei sindaci ad approvarlo. Ha inoltre reso vano il voto del Consiglio Comunale contro la Discarica di Riceci asserendo che "vale zero",  un voto inutile, ( l'affermazione del sindaco di una città partecipe di una municipalizzata che si esprime delegittimando il voto unanime di un Consiglio Comunale su una discarica deturpante per il paesaggio urbinate e almeno problematica per la salute dei residenti, suona molto strana) e si è profuso in prolungate lodi nei confronti di Marche MultiServizi e dell'A. D. che ha fatto tutto bene, riportando approssimativi dati sulla suddivisione degli utili dell'azienda. Se MMS e il suo A.D. hanno fatto tutto bene non si capisce perché si arriva a Riceci che tutti condannano e su cui anche il Sindaco ha espresso, sebbene in ritardo e tra titubanze, la sua contrarietà. Confusione mentale per il troppo caldo? Opportunismo per non inimicarsi i cittadini ma difendere i legami con Tiviroli? Un colpo alla botte e uno al cerchio, o tenere il piede in due scarpe? Una serataccia per il Sindaco contestato dalla folta platea rumoreggiante di cittadini molto coinvolti.

E tutto ciò mentre le forze politiche che sorreggono la sua maggioranza prendevano le distanze e si esprimevano contro la discarica, come Urbino Città Ideale, La Lega, Forza Italia. A questo punto ci si chiede quale sia la posizione della giunta e della maggioranza sul progetto discarica di Riceci.  I cittadini chiedono che sul mostro di Riceci si sollevi il velo di ipocrisia. Gambini ha ancora la fiducia dei suoi assessori e delle componenti della sua maggioranza? Gambini governa con il consenso delle sue forze politiche o su temi come Riceci esprime il suo parere personale opposto a quello delle forze politiche che sorreggono la sua giunta? Perché il membro del Cda di Urbino non racconta come sono andate veramente le cose? Perché continua a tacere? Ha votato a favore di Riceci su indicazione di Gambini? Gambini e il suo delegato nel Cda ne traggano le conseguenze politiche. E' urgente che si  giunga ad un chiarimento. E siccome Gambini ha dichiarato che MMS, il suo amministratore delegato e il Cda hanno fatto bene ad approvare il progetto mentre le forze politiche che lo sostengono  dicono il contrario, delle due l'una: o si dimettono gli assessori che hanno espresso una posizione contraria, oppure - come riteniamo auspicabile - si dimetta Gambini e si vada prima possibile a nuove elezioni, nelle quali la vicenda di Riceci e di MMS saranno inevitabilmente centrali. 

Il progetto Riceci non ha il consenso dei Comuni che costituiscono la maggioranza dei soci di MMS, della Provincia, della parte pubblica del Cda di MMS che nell'ultima riunione si è espresso contro, delle centinaia di cittadini che hanno protestato in imponenti manifestazioni.

Nel Consiglio Comunale si è discusso poco del perché Riceci non può diventare una discarica e invece molto di come uscire da questo groviglio economico amministrativo. I consiglieri intervenuti erano più preoccupati di come risarcire il socio privato di Aurora, piuttosto che impedire la discarica a Riceci. Non vorremmo che come al solito siano i cittadini tramite l'aumento delle bollette a pagare le scelte sbagliate di MMS, perché sbagliato è stato ipotizzare una nuova discarica al di fuori del piano dei rifiuti, sbagliato è stato entrare nella società Aurora per il 40% con un notevole esborso di capitale pubblico, sbagliato è stato individuare il sito di Riceci per una discarica. Ma sebbene per i cittadini vale il detto chi sbaglia paga, per i cattivi amministratori e gli speculatori privati ciò non vale mai, e gli uni se la cavano con una pacca sulle spalle e anche con le lodi di Gambini, gli altri scappano con il gruzzolo in tasca. Riceci non è solo una bella vallata che verrebbe irrimediabilmente deturpata, ma esprime la politica nella gestione dei rifiuti e la sensibilità verso l'ambiente, i beni comuni, la salute dei cittadini e la salubrità dell'aria e dell'acqua.

Non vorremmo trovarci in situazioni simili al passato, quando il capitalismo ci ha mostrato come i privati con la complicità di partiti amicali e di governo entrano in affari loschi o ambientalmente poco sostenibili per poi abbandonare la partita con cospicui indennizzi pubblici sottratti alle spese per i servizi pubblici e pagati dai contribuenti con le tasse e con l'aumento delle tariffe. Sappiano, affaristi e amministratori che hanno combinato questo pasticcio a danno dei cittadini, che i contribuenti non sono disposti a pagare e nel caso venisse scelta questa ipotesi, sarà inoltrata una class action in difesa dei consumatori. E' necessaria una nuova politica dei rifiuti con una differenziata spinta che miri all'obiettivo "rifiuti zero", con l'opposizione all'importazione di rifiuti da fuori regione e all'inceneritore che già qualcuno comincia a proporre. La vicenda di Riceci ci insegna che solo una gestione pubblica dei beni comuni può salvaguardare i cittadini da pesanti conseguenze sulla salute e sull'inquinamento dell'aria e dell'acqua. Solo attorno a questi principi  potrà nascere un'alleanza politica capace di risollevare la città e rappresentare un'alternativa a Gambini e agli interessi che la sua giunta ha rappresentato.

22.07.23

https://giornalesm.com/sinistra-per-urbino-discarica-di-riceci-e-gambini-resto-da-solo/

https://www.vivereurbino.it/2023/07/23/discarica-di-riceci-e-gambini-rest-da-solo/139333/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/07/24/sinistra-per-urbino-discarica-di-riceci-e-gambini-resto-da-solo/




sabato 15 luglio 2023

DISCARICA RICECI: NO AL RICATTO, SI AL LAVORO, ALLA SALUTE, ALL'AMBIENTE

 Ha suscitato un certo scalpore la lettera redatta da qualche impiegato di Marche MultiServizi, che conta 610 dipendenti, poi condivisa da circa 400 persone. Interessante che nella corrispondenza giornalistica successiva, tranne l'estensore della lettera, i dipendenti intervistati preferiscano rimanere nell'anonimato ed esprimere preoccupazione e disagio per la mancanza di trasparenza da parte dell'azienda. Evidentemente il problema della pubblicità degli atti è un tema molto sentito non soltanto dai cittadini che protestano contro la discarica a Riceci ma anche dai dipendenti. 

Sinistra per Urbino comprende la preoccupazione dei lavoratori, tuttavia li invitiamo a non separare la questione sociale dalla questione ambientale. E' ormai un gioco consolidato quello di aziende che trovando ostacoli di varia natura nell'attuazione dei loro piani industriali si prodigano in dichiarazioni da cui i lavoratori traggono poi minacce per il loro posto di lavoro. Quando il padrone o chi per lui trova inciampi di natura ambientale e/o di tutela della salute dei dipendenti e della comunità circostante, spuntano la minaccia e il ricatto per il posto di lavoro. Non è la prima volta: ricordiamo i casi della TyssenKrupp, della Montedison di Marghera, dell'Ilva di Taranto, dell'Eternit a Monferrato, ecc. Ma anche Urbino ha conosciuto nel recente passato il suo caso, quando di fronte alle perplessità dell'allargamento del suo magazzino alle porte della città, i lavoratori della Benelli Armi, preoccupati da voci fatte circolare ad arte sulla tenuta occupazionale, si sono precipitati con volantini nella Sala del Consiglio Comunale per premere perché i desiderata aziendali fossero accolti dai consiglieri riuniti. Prosegue così la processione di politici e cariche pubbliche a ringraziare perchè Urbino mantenga il suo monstrum ambientale, alla faccia dell'Unesco, della Pace Universale, delle guerre nel mondo, delle parole del Papa contro i mercanti di morte e dell'impatto ambientale a qualche centinaia di metri dalla la culla del Rinascimento. Bisogna respingere la logica che permette al padronato di fare e disfare ciò che più gli aggrada. Esistono norme, la salute da salvaguardare, l'ambiente da difendere in un mondo sempre più compromesso dai cambiamenti climatici. Il lavoro è un'esigenza essenziale che va pretesa e difesa ma non al prezzo di  perdere e pregiudicare la vita, il lavoro è necessario per vivere, ma non per compromettere la vita. La vita, la salute, l'ambiente non vanno separate dalla lotta per il lavoro e per la sua difesa. Guai a separarli privilegiandone uno a scapito dell'altro. La vita è legata non solo al lavoro, ma anche alla disponibilità di verde a disposizione per ciascuno, al tasso di inquinamento dell'aria che respiriamo e dei corsi di quell'acqua tanto essenziale da comporre il 60% del corpo umano. Su questo tema chiamiamo a una riflessione soprattutto la Cgil, affinché chiarisca la sua posizione – sinora piuttosto ambigua - e non commetta un errore gravissimo che non farebbe che stimolare nella cittadinanza nuovi atteggiamenti antisindacali dei quali nessuno sente il bisogno.

La programmata discarica di Riceci è in contrasto con la ricchezza culturale e ambientale dell'entroterra e di Urbino, che non vogliono diventare una permanente pattumiera dei rifiuti della Provincia, della Regione e provenienti da fuori Regione.

Per quanto riguarda la lettera dell'avv. di MMS, che riassume gli atti che hanno portato al progetto Discarica di Riceci, se questi atti fossero confermati, costringeranno i delegati del Cda di MMS e i delegati dei sindaci nell'Assemblea dei soci, a riflettere sul loro assenso o sulla loro distrazione al momento del voto. Ciò riguarda anche il Comune di Urbino: dov'era il membro di Urbino nel Cda quando si sono prese queste decisioni? Dov'era il sindaco o il suo delegato all'assemblea dei soci di MMS? Chiediamo un'assunzione di responsabilità politica di fronte alla città prima della pubblicazione degli atti e che se ne traggano le dovute conseguenze. Chiediamo trasparenza e la pubblicazione di tutti gli atti  sul sito internet di MMS, chiediamo che il sig. Tiviroli si rassegni a ritirare il progetto discarica Riceci oppure si dimetta, perchè ha l'opposizione di tutti: cittadini, Provincia, consigli e Giunte Comunali, soci di maggioranza dell'azienda. L'ostinarsi in un progetto che la comunità ha già bocciato, come testimonia anche la manifestazione svoltasi venerdì scorso nel sito della futura discarica di Riceci,  può solo allontanare quell'azienda, - che dichiara la "vicinanza al territorio",  "la tutela del territorio una ricchezza da salvaguardare",  - dai cittadini che sono residenti, lavoratori, contadini e bioagricoltori, operatori di strutture turistiche, commercianti, imprenditori, tutti danneggiati da questo nuovo mostro ambientale. L'economia circolare impone una raccolta differenziata intensiva ed un efficiente riciclo per arrivare con oltre il 90% della differenziata vicino al "Zero Rifiuti". Non si devono importare rifiuti da fuori provincia. Rifiuti e servizio idrico integrato devono essere gestiti da un'azienda pubblica controllata dalla Comunità Locale. No, la discarica di Riceci non deve passare.  Riceci deve essere il primo passo per sconfiggere la gestione verticistica e antidemocratica di MMS, invertire la privatizzazione dei servizi pubblici e restituire ai cittadini la proprietà e il controllo dei Beni Comuni; cominciando a elaborare nella nostra città un modello di sviluppo alternativo a quello poco rispettoso del territorio e dell'ambiente che ha caratterizzato anche l’esperienza della Giunta Gambini.

Sinistra  per Urbino 15.7.23.




lunedì 10 luglio 2023

Successo e Partecipazione all' Assemblea cittadina contro la Discarica di Riceci

 Successo e Partecipazione all' Assemblea cittadina contro la Discarica di Riceci  

L'assemblea cittadina contro la discarica di Riceci di Sabato scorso 8 luglio è pienamente riuscita. Circa 150/200 persone si sono riunite in Piazza della Repubblica rispondendo all'appello del Collettivo giovanile Bagolarx e del Comitato No discarica Riceci, nonostante il mese di luglio, il caldo e il sabato pomeriggio, circostanze che di solito rendono la Piazza deserta. L'assemblea è stata condotta con grande maestria dai due attivisti, Francesco Veterani per il Comitato che ha spiegato le motivazioni ambientali e vitali della mobilitazione dei residenti contro la discarica, e Michelangelo Bruno per il Collettivo giovanile che ha denunciato la mercificazione di tutto ciò che ci circonda, fino ad arrivare al rifiuto trattato come merce che diventa un'occasione per fare soldi e speculazione in spregio alla salute, alla vita, alla bellezza. 

Tra gli interventi significativi, quello di Domenico Passeri, ex sindaco di Petriano, che ha ribadito la volontà dei residenti di non cedere alle pressioni e alle lusinghe, siano esse monetarie o politiche, e di difendere la casa e la terra per il bene proprio, dei figli e dei nipoti e di continuare nella lotta fino al ritiro del progetto.  Antonio Santini di Sinistra per Urbino, ha affermato che la vicenda di Riceci ci insegna che i beni di interesse pubblico, come la gestione dei rifiuti, il servizio idrico integrato, ma anche la sanità e l'istruzione, non possono essere lasciati in mano ai privati, i quali alla ricerca del massimo profitto, privilegiano la speculazione finanziaria a scapito dell'interesse e della salute pubblica. E poiché si tratta di beni comuni bisogna rendere pubbliche queste aziende e la parte privata deve avere un ruolo non determinante ma marginale rispetto alla parte pubblica. Il pubblico  deve nominare le cariche dirigenziali, ed essere espressione delle comunità in cui l'azienda opera e a cui deve rispondere. Ha poi preso la parola l'assessora per Forza Italia nel Comune di Urbino, Elisabetta Foschi, che si è detta contraria alla discarica ma non ha chiarito nessuno dei misteri e delle domande che arrovellano la mente dei cittadini che pagano profumatamente le tariffe di acqua, rifiuti e metano ed esigono risposte chiare e persuasive da chi ricopre incarichi istituzionali. 

Eppure tanti sono gli interrogativi: come e da chi è stato scelto il sito di Riceci?

Perché il delegato del sindaco Gambini nella cui Giunta di Destra è assessora Elisabetta Foschi non si è opposto immediatamente alla scelta di Riceci? Perché nel Cda di Marche MultiServizi in cui è presente il Comune di Urbino è stato votato da tutti i membri quell'aumento di capitale finalizzato ad entrare nella costituenda società di Aurora e quindi a predisporre il sito industriale della discarica di Riceci? Perché il sindaco, la Giunta e la maggioranza in Consiglio Comunale ci hanno messo tanto tempo prima di esprimere il proprio No a Riceci? E' del tutto normale che l'Amministratore Delegato di Marche MultiServizi, Tiviroli diventi anche a.d. di Aurora, la società che dovrà gestire la discarica di Riceci, in cui Marche MultiServizi sarà socio di minoranza rispetto alla componente privata? C'è un rapporto tra il voto per l'aumento consistente del compenso all'a.d.Tiviroli e a tutto il Cda (aumento poi rientrato per lo sdegno suscitato nell'opinione pubblica, ma difeso dal Sindaco Gambini), proprio mentre si chiedeva l'aumento di capitale per entrare in Aurora e creare Riceci?

Chi sono i politici che hanno garantito recandosi a casa dell'imprenditore romagnolo Rossini che la discarica si sarebbe prodotta in ogni caso? La Regione ha varato il Piano Rifiuti e Riceci rientra in questo Piano? Quale ruolo ha svolto e quali contatti ha ricevuto il sindaco di Petriano? Chi ha sbagliato è giusto che paghi in proprio senza venire a prendere i soldi dalle tasche dei cittadini.

Queste le domande a cui i cittadini chiedono risposte convincenti e appropriate. Ma non le hanno ricevute sabato pomeriggio e chissà quando e se le riceveranno. In democrazia i partiti che occupano le istituzioni non sono tenuti a rispondere ai cittadini in nome di quella trasparenza tanto reclamizzata e tanto disattesa?

Se non ci fosse stata la mobilitazione di cittadini e giovani, la discarica a Riceci sarebbe stata già un fatto compiuto, e alla faccia della salute, dell'ambiente, del paesaggio e della bellezza delle colline urbinati, i partiti che governano la nostra città, la provincia e la Regione se ne sarebbero presi il vanto e forse anche qualcos'altro. La protesta dei cittadini ha costretto i vari enti e la Giunta di Urbino a fare marcia indietro. Ma ciò dimostra quanta distanza separa le loro menti, i loro disegni e i loro interessi dai bisogni e dalle esigenze dei cittadini, costretti a lottare palmo a palmo per esigere quei diritti che le istituzioni sono invece delegate a difendere.

Viene il sospetto che i partiti di destra stiano cercando di inserirsi e di abbracciare da ultimi la protesta per fare dimenticare e sviare l'attenzione dalle proprie responsabilità e per cogliere l'occasione di scalare Marche Multiservizi scalzando il PD (un partito che, da parte sua, ha più di qualche aspetto da chiarire e da farsi perdonare in tutta la gestione provinciale dei rifiuti).

La lotta non è finita ma continua. Il prossimo appuntamento è la marcia contro la discarica di Riceci per la strada tra Pallino e Montefabbri venerdì 14 luglio. 

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/07/10/successo-e-partecipazione-allassemblea-cittadina-contro-la-discarica-di-riceci/

https://giornalesm.com/caso-discarica-a-riceci-con-socio-a-san-marino-sinistra-per-urbino-successo-e-partecipazione-allassemblea-cittadina-di-sabato/

https://www.vivereurbino.it/2023/07/11/successo-e-partecipazione-allassemblea-cittadina-contro-la-discarica-di-riceci/131344

https://www.ilmetauro.it/a-urbino-una-partecipata-assemblea-contro-la-discarica-di-riceci/






martedì 4 luglio 2023

SINISTRA PER URBINO. IL CASO RICECI CI INSEGNA CHE BISOGNA RENDERE PUBBLICI I SERVIZI ESSENZIALI.

 L'affare Riceci – Aurora – MarcheMultiServizi ha creato un corto circuito di interessi, di transazioni di denaro, di scatole cinesi in cui gli interessi della pubblica utilità sono stati subordinati  all'interesse privato. Ora di fronte alla protesta e l'indignazione dei cittadini riuniti in Comitati, la parte pubblica dentro l'Affare non sa come uscirne in maniera onorevole senza che a pagare siano, come al solito, gli utenti e i cittadini. Basteranno l'uscita ormai improrogabile di MMS da Aurora,  le dimissioni di Tiviroli e un rinnovato Cda per dare una nuova credibilità al  ruolo pubblico di MarcheMultiServizi? E chi ne farà le spese per i soldi già versati in Aurora? E' necessario che i cittadini riuniti autonomamente nei vari Comitati mantengano attiva la vigilanza, perché i responsabili di questo sporco "Affaire" cercheranno di approfittare del clima estivo e dei tempi lunghi per perseguire le loro indegne finalità che non intendono mutare. 

Invitiamo i vari cittadini, le associazioni e i partiti a partecipare all'Assemblea pubblica promossa contro la discarica di Riceci dal Collettivo Bagolarx e dal Comitato No Discarica Riceci-Urbino per Sabato 8 luglio ore 18.00 in piazza della Repubblica ad Urbino.

L'idea di rafforzare la parte pubblica in Marche Multiservizi è certamente  positiva, ma è soltanto un primo passo di un percorso più lungo. Qui non si tratta soltanto di Riceci: Riceci è un esempio di un fenomeno più vasto. Ad esempio l'accordo, di cui ancora si sa troppo poco, tra Comune e Green Power Systems a Cà Guerra è un altro esempio di subordinazione al privato come  Santa Lucia o il Consorzio? La gru che campeggia sul suolo di Urbino che è stato svenduto a Torelli & Dottori rimane lì a monito perenne.

Bisogna invertire 30 anni di privatizzazioni e riportare i servizi locali e i beni comuni sotto il controllo pubblico. Finché si tratta di SPA che perseguono  profitti per i privati, come MMS,  il socio pubblico sarà sempre in un ruolo subordinato e più debole. Non è sufficiente rafforzare il ruolo dei Comuni inserendo nel Cda rappresentanti più competenti.

Bisogna ripubblicizzare e costruire consorzi pubblici degli enti locali. Il privato può certamente essere presente, ma in misura limitata e subordinata gli interessi generali della collettività, dal momento che si tratta di servizi di pubblica utilità : bisogna invertire l'attuale rapporto tra pubblico e privato nelle attuali società dei servizi pubblici essenziali come gestione dei rifiuti, gestione del servizio idrico integrato, energia, 

Al contempo, è chiaro che queste politiche vanno invertite anche al livello nazionale: invece di sottrarre risorse ai comuni proprio al fine di costringerli a privatizzare e di farsi strangolare, come è avvenuto in passato ad opera di tutti i governi, bisogna ricominciare a rifinanziarli.

https://www.ilmetauro.it/caso-discarica-riceci-bisogna-rendere-pubblici-i-servizi-essenziali/?fbclid=IwAR11wwV6lOQNaYC9SMelqz3Z-inJ-u5U1tRT_i-1eV1-Y-gZiWmndZOgtwM

https://www.vivereurbino.it/2023/07/05/necessaria-la-gestione-pubblica-dei-servizi-essenziali/122932/

https://giornalesm.com/sinistra-per-urbino-il-caso-riceci-mms-con-socio-a-san-marino-ci-insegna-che-bisogna-rendere-pubblici-i-servizi-essenziali/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/07/05/sinistra-per-urbino-il-caso-di-riceci-ci-insegna-che-bisogna-rendere-pubblici-i-servizi-essenziali/?fbclid=IwAR2LWcJO_x7gxSBQ7iBhIJO4dLypuOgnrk3wmJHGuBdBhhaAnXt9PZjX08Y