mercoledì 20 aprile 2016

TRIVELLE E DEMOCRAZIA

Certo, il quorum non è stato raggiunto , ma è fallita sostanzialmente la vergognosa campagna a favore dell’astensionismo condotta dal Presidente del Consiglio ( e dal Presidente Emerito Giorgio Napolitano) : più di 15 milioni di cittadini hanno, comunque, deciso di esercitare il loro diritto di partecipare alla vita pubblica attraverso il voto. Sono molti di più di quelli che hanno votato per il PD nelle recenti elezioni europee, sempre sbandierate da Renzi come un grande successo che legittimerebbe il suo governo!
In particolare, possiamo essere soddisfatti per il livello di partecipazione registrato nella nostra città: 44,56% di votanti, percentuale decisamente superiore a quella provinciale (35,02%) e regionale (37,75%). Urbino si attesta, così, al primo posto fra i Comuni delle Marche, esclusi i piccolissimi centri. Ci siamo impegnati a fondo in questa battaglia in difesa dell’ambiente e in nome di un diverso modello di sviluppo fondato su fonti energetiche alternative, rinnovabili e non inquinanti. Abbiamo lavorato fianco a fianco con le associazioni ambientaliste e con i collettivi studenteschi, organizzando volantinaggi, conferenze, banchetti e abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare la sensibilità di tanti giovani nei confronti delle tematiche ambientali.
Che la partita fosse difficile da vincere ci era chiaro sin dall’inizio : da un lato i poteri fortissimi dell’economia e della politica (petrolieri, governo, PD nazionale, i più importanti mezzi di comunicazione specializzati in disinformazione, se non aperto sabotaggio), dall’altra l’impegno e la passione di comitati di base, singoli cittadini, associazioni ambientaliste, liste civiche e di alcune Giunte comunali e regionali che, però, spesso hanno mantenuto una posizione defilata.
La battaglia ambientalista si è , strada facendo, trasformata in una battaglia per la democrazia, attaccata e derisa dall’ invito del capo del governo a disertare le urne, avallando il qualunquismo e l’indifferenza alla cosa pubblica che già gravano come pesanti macigni sul nostro Paese. Che spettacolo triste e disonorevole per le istituzioni è stato offerto da Renzi domenica sera, quando ha brindato al mancato raggiungimento del quorum! Ha gettato definitivamente la maschera, confermando- per chi ancora nutrisse qualche dubbio- che arroganza e demagogia sono gli strumenti principali della sua azione di governo e del suo rapporto con le istituzioni e i cittadini.
L’arroganza di chi vuole comandare da solo, senza fastidiosi corpi intermedi e contando su Parlamento e stampa asserviti; la demagogia di chi, incapace in due anni di governo di avere abbassato di un decimale la disoccupazione giovanile (attestata intorno al 50%), rivendica con protervia di avere salvato migliaia di posti di lavoro! Una cosa solo è certa: ha salvato i profitti dei petrolieri e ha svilito ulteriormente la già provata democrazia italiana!
Doppia demagogia: il politico che tuona contro gli sprechi per accreditare la favola di un governo innovatore e virtuoso è lo stesso che ha rifiutato di accorpare le elezioni referendarie con quelle amministrative di giugno, per evitare il rischio di raggiungere il quorum e la conseguente, prevedibile vittoria del Sì!
Questo scenario di degrado civile e di commistione affari-politica , di cui Renzi si è fatto portavoce, ci spinge a continuare con maggior determinazione nella direzione intrapresa con la campagna referendaria: lo Sbloccaitalia, ovvero l’ulteriore cementificazione del paese

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