lunedì 10 luglio 2023

Successo e Partecipazione all' Assemblea cittadina contro la Discarica di Riceci

 Successo e Partecipazione all' Assemblea cittadina contro la Discarica di Riceci  

L'assemblea cittadina contro la discarica di Riceci di Sabato scorso 8 luglio è pienamente riuscita. Circa 150/200 persone si sono riunite in Piazza della Repubblica rispondendo all'appello del Collettivo giovanile Bagolarx e del Comitato No discarica Riceci, nonostante il mese di luglio, il caldo e il sabato pomeriggio, circostanze che di solito rendono la Piazza deserta. L'assemblea è stata condotta con grande maestria dai due attivisti, Francesco Veterani per il Comitato che ha spiegato le motivazioni ambientali e vitali della mobilitazione dei residenti contro la discarica, e Michelangelo Bruno per il Collettivo giovanile che ha denunciato la mercificazione di tutto ciò che ci circonda, fino ad arrivare al rifiuto trattato come merce che diventa un'occasione per fare soldi e speculazione in spregio alla salute, alla vita, alla bellezza. 

Tra gli interventi significativi, quello di Domenico Passeri, ex sindaco di Petriano, che ha ribadito la volontà dei residenti di non cedere alle pressioni e alle lusinghe, siano esse monetarie o politiche, e di difendere la casa e la terra per il bene proprio, dei figli e dei nipoti e di continuare nella lotta fino al ritiro del progetto.  Antonio Santini di Sinistra per Urbino, ha affermato che la vicenda di Riceci ci insegna che i beni di interesse pubblico, come la gestione dei rifiuti, il servizio idrico integrato, ma anche la sanità e l'istruzione, non possono essere lasciati in mano ai privati, i quali alla ricerca del massimo profitto, privilegiano la speculazione finanziaria a scapito dell'interesse e della salute pubblica. E poiché si tratta di beni comuni bisogna rendere pubbliche queste aziende e la parte privata deve avere un ruolo non determinante ma marginale rispetto alla parte pubblica. Il pubblico  deve nominare le cariche dirigenziali, ed essere espressione delle comunità in cui l'azienda opera e a cui deve rispondere. Ha poi preso la parola l'assessora per Forza Italia nel Comune di Urbino, Elisabetta Foschi, che si è detta contraria alla discarica ma non ha chiarito nessuno dei misteri e delle domande che arrovellano la mente dei cittadini che pagano profumatamente le tariffe di acqua, rifiuti e metano ed esigono risposte chiare e persuasive da chi ricopre incarichi istituzionali. 

Eppure tanti sono gli interrogativi: come e da chi è stato scelto il sito di Riceci?

Perché il delegato del sindaco Gambini nella cui Giunta di Destra è assessora Elisabetta Foschi non si è opposto immediatamente alla scelta di Riceci? Perché nel Cda di Marche MultiServizi in cui è presente il Comune di Urbino è stato votato da tutti i membri quell'aumento di capitale finalizzato ad entrare nella costituenda società di Aurora e quindi a predisporre il sito industriale della discarica di Riceci? Perché il sindaco, la Giunta e la maggioranza in Consiglio Comunale ci hanno messo tanto tempo prima di esprimere il proprio No a Riceci? E' del tutto normale che l'Amministratore Delegato di Marche MultiServizi, Tiviroli diventi anche a.d. di Aurora, la società che dovrà gestire la discarica di Riceci, in cui Marche MultiServizi sarà socio di minoranza rispetto alla componente privata? C'è un rapporto tra il voto per l'aumento consistente del compenso all'a.d.Tiviroli e a tutto il Cda (aumento poi rientrato per lo sdegno suscitato nell'opinione pubblica, ma difeso dal Sindaco Gambini), proprio mentre si chiedeva l'aumento di capitale per entrare in Aurora e creare Riceci?

Chi sono i politici che hanno garantito recandosi a casa dell'imprenditore romagnolo Rossini che la discarica si sarebbe prodotta in ogni caso? La Regione ha varato il Piano Rifiuti e Riceci rientra in questo Piano? Quale ruolo ha svolto e quali contatti ha ricevuto il sindaco di Petriano? Chi ha sbagliato è giusto che paghi in proprio senza venire a prendere i soldi dalle tasche dei cittadini.

Queste le domande a cui i cittadini chiedono risposte convincenti e appropriate. Ma non le hanno ricevute sabato pomeriggio e chissà quando e se le riceveranno. In democrazia i partiti che occupano le istituzioni non sono tenuti a rispondere ai cittadini in nome di quella trasparenza tanto reclamizzata e tanto disattesa?

Se non ci fosse stata la mobilitazione di cittadini e giovani, la discarica a Riceci sarebbe stata già un fatto compiuto, e alla faccia della salute, dell'ambiente, del paesaggio e della bellezza delle colline urbinati, i partiti che governano la nostra città, la provincia e la Regione se ne sarebbero presi il vanto e forse anche qualcos'altro. La protesta dei cittadini ha costretto i vari enti e la Giunta di Urbino a fare marcia indietro. Ma ciò dimostra quanta distanza separa le loro menti, i loro disegni e i loro interessi dai bisogni e dalle esigenze dei cittadini, costretti a lottare palmo a palmo per esigere quei diritti che le istituzioni sono invece delegate a difendere.

Viene il sospetto che i partiti di destra stiano cercando di inserirsi e di abbracciare da ultimi la protesta per fare dimenticare e sviare l'attenzione dalle proprie responsabilità e per cogliere l'occasione di scalare Marche Multiservizi scalzando il PD (un partito che, da parte sua, ha più di qualche aspetto da chiarire e da farsi perdonare in tutta la gestione provinciale dei rifiuti).

La lotta non è finita ma continua. Il prossimo appuntamento è la marcia contro la discarica di Riceci per la strada tra Pallino e Montefabbri venerdì 14 luglio. 

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/07/10/successo-e-partecipazione-allassemblea-cittadina-contro-la-discarica-di-riceci/

https://giornalesm.com/caso-discarica-a-riceci-con-socio-a-san-marino-sinistra-per-urbino-successo-e-partecipazione-allassemblea-cittadina-di-sabato/

https://www.vivereurbino.it/2023/07/11/successo-e-partecipazione-allassemblea-cittadina-contro-la-discarica-di-riceci/131344

https://www.ilmetauro.it/a-urbino-una-partecipata-assemblea-contro-la-discarica-di-riceci/






martedì 4 luglio 2023

SINISTRA PER URBINO. IL CASO RICECI CI INSEGNA CHE BISOGNA RENDERE PUBBLICI I SERVIZI ESSENZIALI.

 L'affare Riceci – Aurora – MarcheMultiServizi ha creato un corto circuito di interessi, di transazioni di denaro, di scatole cinesi in cui gli interessi della pubblica utilità sono stati subordinati  all'interesse privato. Ora di fronte alla protesta e l'indignazione dei cittadini riuniti in Comitati, la parte pubblica dentro l'Affare non sa come uscirne in maniera onorevole senza che a pagare siano, come al solito, gli utenti e i cittadini. Basteranno l'uscita ormai improrogabile di MMS da Aurora,  le dimissioni di Tiviroli e un rinnovato Cda per dare una nuova credibilità al  ruolo pubblico di MarcheMultiServizi? E chi ne farà le spese per i soldi già versati in Aurora? E' necessario che i cittadini riuniti autonomamente nei vari Comitati mantengano attiva la vigilanza, perché i responsabili di questo sporco "Affaire" cercheranno di approfittare del clima estivo e dei tempi lunghi per perseguire le loro indegne finalità che non intendono mutare. 

Invitiamo i vari cittadini, le associazioni e i partiti a partecipare all'Assemblea pubblica promossa contro la discarica di Riceci dal Collettivo Bagolarx e dal Comitato No Discarica Riceci-Urbino per Sabato 8 luglio ore 18.00 in piazza della Repubblica ad Urbino.

L'idea di rafforzare la parte pubblica in Marche Multiservizi è certamente  positiva, ma è soltanto un primo passo di un percorso più lungo. Qui non si tratta soltanto di Riceci: Riceci è un esempio di un fenomeno più vasto. Ad esempio l'accordo, di cui ancora si sa troppo poco, tra Comune e Green Power Systems a Cà Guerra è un altro esempio di subordinazione al privato come  Santa Lucia o il Consorzio? La gru che campeggia sul suolo di Urbino che è stato svenduto a Torelli & Dottori rimane lì a monito perenne.

Bisogna invertire 30 anni di privatizzazioni e riportare i servizi locali e i beni comuni sotto il controllo pubblico. Finché si tratta di SPA che perseguono  profitti per i privati, come MMS,  il socio pubblico sarà sempre in un ruolo subordinato e più debole. Non è sufficiente rafforzare il ruolo dei Comuni inserendo nel Cda rappresentanti più competenti.

Bisogna ripubblicizzare e costruire consorzi pubblici degli enti locali. Il privato può certamente essere presente, ma in misura limitata e subordinata gli interessi generali della collettività, dal momento che si tratta di servizi di pubblica utilità : bisogna invertire l'attuale rapporto tra pubblico e privato nelle attuali società dei servizi pubblici essenziali come gestione dei rifiuti, gestione del servizio idrico integrato, energia, 

Al contempo, è chiaro che queste politiche vanno invertite anche al livello nazionale: invece di sottrarre risorse ai comuni proprio al fine di costringerli a privatizzare e di farsi strangolare, come è avvenuto in passato ad opera di tutti i governi, bisogna ricominciare a rifinanziarli.

https://www.ilmetauro.it/caso-discarica-riceci-bisogna-rendere-pubblici-i-servizi-essenziali/?fbclid=IwAR11wwV6lOQNaYC9SMelqz3Z-inJ-u5U1tRT_i-1eV1-Y-gZiWmndZOgtwM

https://www.vivereurbino.it/2023/07/05/necessaria-la-gestione-pubblica-dei-servizi-essenziali/122932/

https://giornalesm.com/sinistra-per-urbino-il-caso-riceci-mms-con-socio-a-san-marino-ci-insegna-che-bisogna-rendere-pubblici-i-servizi-essenziali/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/07/05/sinistra-per-urbino-il-caso-di-riceci-ci-insegna-che-bisogna-rendere-pubblici-i-servizi-essenziali/?fbclid=IwAR2LWcJO_x7gxSBQ7iBhIJO4dLypuOgnrk3wmJHGuBdBhhaAnXt9PZjX08Y


venerdì 9 giugno 2023

SINISTRA PER URBINO. LA DISCARICA DI RICECI E IL GIOCO DEI PARTITONI.

 A leggere sugli organi della stampa locale le dichiarazioni dei rappresentanti dei partitoni con incarichi istituzionali provinciali e regionali, nessuno è a favore di impiantare una mega discarica di 5 milioni di mq di rifiuti urbani e industriali a Riceci una località di pregio per le coltivazioni e le produzioni biologiche, interessando un'area estesa per 268 metri quadrati. Non solo si dichiarano contrari ma si dicono del tutto estranei. Ma l'azienda MarcheMultiservizi che partecipa con il 40% alla società Aurora che ha presentato l'iter autorizzativo in provincia per la discarica è una società a partecipazione pubblica (Pesaro partecipa per il 25,5% e Urbino per il 3,9%) in cui le decisioni non possono essere avviate senza l'autorizzazione dei sindaci della provincia che sono presenti nel Cda di MarcheMultiservizi. Ma ora nessuno dice di saperne nulla: questa partecipazione di Marchemultiservizi sarebbe stata decisa ad insaputa dei rispettivi sindaci che hanno i loro rappresentanti nel Cda. Non solo ma al vertice di questa società Aurora troviamo lo stesso Tiviroli presidente di Marchemultiservizi. 

In questa controversa vicenda i silenzi pesano più delle pietre. Se il Pd provinciale si è detto contrario e il presidente della Provincia Paolini pure chi ha favorito e indicato ad Aurora il luogo di Riceci per la megadiscarica? E' possibile che il sindaco di Petriano e la Regione non sapessero nulla? Ma perchè MarcheMultiservizi ha deciso di entrare nel dicembre scorso nella società Aurora decidendo tra l'altro un aumento di capitale? I partiti presenti nel Cda di Marchemultiservizi non si sono chiesti per quale fine veniva deciso questo aumento di capitale? Non si sono chiesti per quale fine MarcheMultiservizi entrava nel capitale di Aurora? Fatto tutto all'insaputa dei partitoni? O funziona il gioco delle tre scimmiette? Cosa si nasconde dietro le ambiguità e i tentennamenti del sindaco di Urbino che ha un suo rappresentante nel Cda di MarcheMultiservizi?

Se le dichiarazioni del sig. Ambrogio Rossini, socio di maggioranza della società Aurora, sono veritiere chi si nasconde dietro quell'affermazione "qualche politico è venuta a casa mia a San Marino e mi ha bussato alla porta dicendo: signor Rossini, ci sta a creare una società per costruire una discarica a Riceci? Io ho risposto di sì insieme a MarcheMultiservizi" ? 

In genere i politici dovrebbero rispondere alle comunità di cui sono espressione. Perchè non vengono alla luce? Perchè si nascondono? Oppure questi rappresentanti di partitoni si sentono al di sopra di tutto e di tutti?

In ogni caso, se i partitoni confermano il No alla discarica e al progetto di Aurora su Riceci, è necessario che l'intero Cda e il suo Presidente si dimettano. Lo chiedono i cittadini che esigono dalle società pubbliche trasparenza e azioni in difesa dei beni comuni, la salute, l'ambiente, la correttezza con le comunità locali. 

E' necessario mettere in discussione il ruolo di MarcheMultiservizi e in generale di queste finte partecipate, che in realtà sono vere SPA che producono profitti non per essere reinvestiti nei servizi di pubblica utilità ma per i dividendi privati e condizionano le scelte degli enti pubblici piuttosto che essere controllate da loro.   Sinistra per Urbino è impegnata per farla finita con le politiche ultradecennali di privatizzazione, esternalizzazione e appalti al ribasso e ricostruire una centralità della proprietà e dei servizi pubblici a partire dalla gestione ri-municipalizzata e consortile dell’acqua e dei rifiuti.

dal Resto del Carlino 8.6.23




https://www.vivereurbino.it/2023/06/08/la-discarica-di-riceci-e-il-gioco-dei-partitoni/104605/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/06/07/sinistra-per-urbino-la-discarica-di-riceci-e-il-gioco-dei-partitoni/

mercoledì 10 maggio 2023

LA POLITICA DEI RIFIUTI IN PROVINCIA TRA CAOS, PROFITTI E SPECULAZIONE



 LA POLITICA DEI RIFIUTI IN PROVINCIA TRA CAOS, PROFITTI E SPECULAZIONE

In un'assemblea di qualche anno fa a Montesoffio, il sindaco Gambini e l'a.d. di Mms annunciarono tronfi che nel giro di brevissimo tempo la nostra Provincia avrebbe dato l'addio alle discariche per una moderna e tecnologica politica dei rifiuti. Ad oggi ci troviamo invece in una situazione di massima confusione.

Il Biodigestore programmato a Talacchio dovrebbe trattare 105mila tonnellate di rifiuti all'anno con un traffico di 14mila autocarri, sconvolgendo la vita, l'ambiente e la salubrità dei residenti della frazione di Vallefoglia. E’ lo stesso  Biodigestore che il sindaco Gambini voleva affibbiare a Canavaccio provocando la ferma reazione dei residenti della frazione. Ma altrettanto dura è stata l'opposizione dei residenti di Talacchio, che ha costretto la Giunta Ucchielli a fermare il progetto e messo in imbarazzo quelle associazioni ambientaliste che l'avevano sostenuto. Più che valide le ragioni della popolazione di Talacchio, visto che il progetto sovrastimato avrebbe trasformato la piccola frazione in un centro di  raccolta dei rifiuti interregionale.

Un altro Biodigestore si vuole imporre nella zona di Barchi, per il trattamento di 50mila tonnellate di rifiuti, provocando anche qui la reazione dei residenti e dei Consigli Comunali della zona.

Ma non è finita. Ora spunta il progetto di una mega discarica a Riceci più grande di quella di Ca΄Asprete e Ca΄ Lucio messe assieme, in un‘area paesaggistica molto bella che venne scelta per lo sponsor di promozione turistica di Dustin Hoffman da parte della Regione Marche.

Anche qui forte e puntale è stata l'opposizione delle popolazioni residenti che nel giro di pochi giorni hanno raccolto l'adesione di più di duemila firme.

Basta  considerare l'entroterra come la pattumiera della provincia! I centri raccolta rifiuti siano ubicati nelle zone di più alta densità di popolazione che producono la quantità maggiore e si avvii una seria politica di raccolta differenziata e di economia circolare, senza continuare a scavare buche o devastare intere vallate.

Intanto, mentre si programmano nuovi centri di rifiuti e le bollette aumentano, il Cda di Marchemultiservizi si vota pingui aumenti di stipendio. Questi aumenti votati da tutti i sindaci, Pd in maggioranza, ma anche col voto dei sindaci della destra e una sola astensione, ha suscitato una generale reazione di protesta nell'opinione pubblica. Anche il sindaco Gambini si è schierato a favore e ha difeso questi aumenti con il rappresentante urbinate nel Consiglio di Mms. Gli stessi partiti dei sindaci di appartenenza membri del CdA che ha votato "pro domo sua", hanno poi smentito questo voto scandaloso chiedendo una nuova riunione e una nuova votazione. Questo tira e molla non è sufficiente. Nel Cda di Mms deve cambiare qualcosa e i rappresentanti dei Comuni devono essere sostituiti perché questa azienda pubblica acquisti un minimo di credibilità. Soprattutto, la gestione dei rifiuti deve tornare interamente in mano pubblica e i profitti dell'azienda devono avere una totale ricaduta sulla diminuzione dei costi delle bollette, oggi insostenibili per i consumatori, e nella migliore qualità dei servizi, non per essere spartiti tra i componenti del Cda.




Il negazionismo antifascista del Sindaco Gambini

 COMUNICATO DI SINISTRA PER URBINO

Il negazionismo antifascista del Sindaco Gambini

Il Consiglio comunale del 27 aprile ha discusso l’odg presentato da Pd e Viva Urbino, sottoscritto anche da Sinistra per Urbino e Anpi, che chiedeva la condanna delle esternazioni del presidente del Senato La Russa che hanno suscitato l’indignazione  di tutti i rappresentanti delle forze politiche democratiche e la richiesta di dimissioni per  mancanza di sensibilità istituzionale, atteggiamenti provocatori e parole insultanti contro l’Antifascismo e la Costituzione.

Nel corso della discussione sono intervenuti i capigruppo della maggioranza e il consigliere aggiunto in rappresentanza dell’Ateneo che di fatto alla razionalità politica e alle verità della storia hanno anteposto l’appartenenza partitica e premiato il dirigismo scomposto del sindaco che si è reso protagonista di dichiarazioni false e vergognose accusando l’Anpi e la Sinistra di “fomentare l’odio e di istigare alla violenza”. Il riferimento era al contenuto dell’intervento  pronunciato nel corso della manifestazione pubblica del 25 aprile dal presidente dell’Anpi Cristiana Nasoni. 

Un comizio quello del primo cittadino in cui era trasparente il livore e una faziosità indegna che un consesso democratico non dovrebbe tollerare. Secondo Gambini, da novello Fukuyama, non solo sono ormai finiti il fascismo e l’antifascismo ma la storia stessa. Oggi - ha detto - è il tempo del fare non delle divisioni anacronistiche fomentate dall’Antifascismo e dalla Sinistra perché la gente  è  stanca di tante discussioni su un episodio come la Resistenza  avvenuto ottant’anni fa. 

Parole in libera uscita che di fatto mettono in discussione la dialettica democratica e i valori del dettato costituzionale. La sua parabola politica successiva all’incontro di  Arcore si è spostata ancora di più a destra. La cifra è quella di una destra reazionaria, nel senso letterale del termine, che si appresta a devastare gli assetti  istituzionali, che propone l’elezione diretta del capo dello Stato e del presidente del Consiglio e la concentrazione dei poteri a favore dell’esecutivo.

Se c’è qualcuno che divide ed eccita all’odio e alla contrapposizione è proprio lui perché come tutti gli “uomini fatti da sé”, che rivendica in ogni occasione, nutre un’autostima ipertrofica e vorrebbe ascoltare solo gli applausi e nessuna critica perdendo i contatti con la realtà. Non sono state da meno la forze politiche della maggioranza che hanno respinto l’odg illustrato dal consigliere del Pd Carolina Borgiani. Si sono ascoltate dichiarazioni fantasiose come quella che non si possono chiedere le dimissioni di La Russa in quanto il Senato è un organo dello Stato e quindi  sarebbero una manica di incompetenti i senatori di Sinistra italiana e Verdi che invece  hanno invitato  La Russa a dimettersi e raccolto centomila firme per chiederne le dimissioni.

Una brutta pagina che arricchisce il già ben fornito zibaldone in materia di questi amministratori.

Pubblichiamo ancora l’intervento del presidente dell’Anpi Cristiana Nasoni pronunciato nel corso della manifestazione del 25 Aprile in Piazza della Repubblica e la registrazione del dibattito sull’odg presentato dalle opposizioni (dal m. 1:38 al m.2:24)

LA RESISTENZA PATRIMONIO COMUNE

Intervento del Presidente dell’Anpi di Urbino, Cristiana Nasoni, nella pubblica manifestazione del 25 Aprile in Piazza della Repubblica

Nel primo governo di destra dalla caduta del nazi-fascismo ci troviamo, oggi 25 aprile 2023, a dover ancora una volta difendere in tutte le piazze i valori dell’antifascismo che improntano la nostra Costituzione democratica e sociale. Nella XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione è scritto: «E' vietatala ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista». E’ dunque palesemente falsa la presa di posizione del presidente del Senato, Ignazio La Russa il quale ama giocare con le parole. La Costituzione è antifascista dal primo all’ultimo articolo, come antifascisti furono tutti i e tutte le costituenti. Il Presidente del Senato porta avanti un disegno di stravolgimento della Carta, di falsificazione storica e attua un tentativo di divisione degli italiani venendo meno al suo ruolo istituzionale. Non si può che sottoscrivere la richiesta di alcune forze parlamentari e dell’Anpi che hanno chiesto le dimissioni del suddetto da presidente del Senato dopo le sue parole su via Rasella, e bene hanno fatto i vertici dell’Anpi di Milano a chiarire che quest’anno non saranno invitati i presidenti di Camera e Senato sul palco per le celebrazioni del 25 aprile. Nel frattempo la Russa andrà a Praga a commemorare Jan Palach compiendo un salto acrobatico con la colpevole dimenticanza di cosa sia la festa della Liberazione, la nostra Liberazione! 

Noi non dimentichiamo l’oscuro passato di La Russa! Ma ricordiamo a lui e ai membri del suo partito, cominciando dalla Presidente del Consiglio, le tanti stragi nazifasciste consumate in Italia: furono i questori fascisti a fornire ai nazisti le liste degli Ebrei da deportare nei campi di sterminio, fu il Questore fascista di Roma Pietro Caruso a redigere la lista dei prigionieri politici da assassinare alle Fosse Ardeatine. Non dimentichiamo che la lotta contro i partigiani era condotta anche da altri italiani, i fascisti, che guidavano i tedeschi nei rastrellamenti che tanti eccidi hanno provocato. Tanti eccidi di cui le vittime furono non solo i partigiani, ma soprattutto i civili, per lo più anziani, donne e bambini: Per esempio, in Toscana sono morti 4500 civili, in Emilia Romagna 4.800, di cui 830 solo a Marzabotto, di cui molte arse vive, nelle Marche 689, in Lombardia 1239, in Piemonte 3102, nel Veneto 2317, nel Lazio 1239, di cui 335 vittime tra civili e militari italiani, prigionieri politici, Ebrei e detenuti comuni, uccisi per rappresaglia. In totale su tutto il territorio italiano le vittime sono state 24.442. Una scia di morte che l’esercito nazista con la collaborazione dei fascisti della Repubblica Sociale Italiana si lasciava alle spalle durante la ritirata, continuando ad uccide, saccheggiare, incendiare e devastare fino alla fine: gli ultimi episodi sulle Alpi sono del Maggio 1945. Né dobbiamo dimenticare la sorte di tanti partigiani e tante partigiane, imprigionati, torturati e uccisi a volte con l’impiccagione nelle pubbliche piazze, lungo le strade come monito per i civili, come toccò a molti partigiani che operavano nel Forlivese tra cui la combattente partigiana Iris Versari, il cui corpo esanime, assieme a quelli dei suoi compagni, fu appeso dimostrativamente due volte, una prima volta sotto i portici di Castrocaro Terme e successivamente ad un lampione in piazza Aurelio Saffi a Forlì (lei ferita, si era uccisa per non farsi catturare). 

L’antifascismo è l’indiscutibile paradigma costituzionale come è dimostrato dal fatto che proprio la citata XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione consente lo scioglimento delle organizzazioni che si ispirano agli ideali fascisti e si pone alla base del divieto di una serie di altri reati d’odio. Reati come la discriminazione razziale e sessuale che sono alla base dell’azione dei fascismi e nazionalismi. Quindi le parole del ministro Lollobrigida (altro notevole esponente di questo governo) suonano altamente sinistre, in odore di suprematismo bianco e apertamente anticostituzionali. Non siamo più disposti a sopportare altro e chiediamo a tutti voi di ritornare a far sì che la politica partecipata e combattiva ritorni ad essere protagonista nella società, contro l’indifferenza e l’apatia che consentirono l’ascesa del fascismo in Italia. 

Prendiamo esempio dai e dalle resistenti, quelli che combattevano sulle montagne, nelle città, da chi organizzava sabotaggi e scioperi, da chi dava protezione a chi era perseguitato, da tutte quelle donne che chiedevano eguali diritti, una volta che la pace fosse stata conquistata. Lidia Menapace, partigiana, femminista, attivista, una donna che ha attraversato il novecento disse: «La Resistenza fu il più grande movimento di presa di coscienza politica che l’Italia abbia mai attraversato». Coscienza politica che dovrebbe essere parte del cammino di vita di tutti e tutte……

E allora buon 25 aprile a tutti e tutte: ai partigiani e alle partigiane che ci hanno resi liberi a tutti coloro che sono stati e sono antifascisti a tutte le persone che patiscono le conseguenze terribili della guerra in corso ai confini orientali dell’Europa e di tante altre guerre dimenticate nel mondo.

mercoledì 5 ottobre 2022

SINISTRA PER URBINO E IL VOTO A URBINO

Le ultime elezioni politiche hanno evidenziato: 1. la vittoria della destra più reazionaria che il nostro Paese abbia mai visto al governo, con un passato e un programma preoccupanti per la tenuta democratica,  2. la forte astensione dal voto che mette in crisi il sistema e il rapporto tra i partiti presenti in Parlamento e i cittadini, 3. la sconfitta del Pd che non è stato in grado di costruire una alleanza per contrastare l'ascesa di questa destra, paga l'abbandono della difesa dei lavoratori, delle periferie, della pace, dell'ambiente e che ora si dibatte in una crisi identitaria dagli esiti imprevedibili, 4. la tenuta, rispetto alle previsioni, del M5stelle che tuttavia ha più che dimezzato voti, 5. il parziale, ma sostanziale fallimento del cosiddetto centro di Calenda e Renzi che non riesce a raggiungere l'obiettivo della percentuale a doppia cifra, 6. la frantumazione della sinistra che viene per questo privata anche in questa legislatura di una rappresentanza parlamentare. Questi dati nazionali hanno avuto il loro risvolto urbinate che tuttavia è interessante sottoporre ad una analisi dettagliata.  

Il 25 settembre si sono contati 10.984  aventi diritto al voto ad Urbino, nel 2018 erano 11.305. Segno visibile del calo della popolazione e del degrado che vive la città denunciato da anni da Sinistra per Urbino. La città si sta sempre più spopolando, soprattutto di giovani che fuggono in cerca di quel lavoro che la città non è in grado di di offrire. 321 cittadini elettori in meno dopo soli 4 anni. Eppure anche questa giunta di destra, sindaco in testa, aveva promesso di arrestare il degrado della città e di invertire la preoccupante emorragia: tutte parole al vento, semplici promesse demagogiche ed elettoralistiche. 

Altro numero molto indicativo è il numero dei votanti che da 9.003 del 2018 sono passati a 7.917, cioè il 7,56% dei cittadini in più in questa tornata elettorale non è andato a votare, portando l'astensione dal voto a quasi il 28%. Se alle persone che non sono andate a votare si aggiungono i voti nulli e le schede bianche, la percentuale delle persone che si è astenuta sale al 31,71%, cioè 3.367 cittadini  hanno rifiutato il diritto/dovere al voto, esprimendo la loro opposizione e contrarietà ai principali partiti in lizza. Nel 2018 le persone astenute dal voto erano state 2.527, il 23,97%. Sono 840 gli elettori in più che in questa tornata elettorale si sono rifiutati di esprimere il voto, ulteriore segnale della crisi di fiducia tra i partiti che siedono negli scranni istituzionali e i cittadini. 

La destra ha portato a casa la vittoria con 2.659 voti, il 35%, ma non riesce a superare la coalizione del Pd che si attesta al 36,63%. Incassa 2.658 voti, aumentando sebbene di poco rispetto al 2018 quando ne aveva ottenuto 2.338. Ciò che salta agli occhi è il travaso di voti a favore di Fratelli d'Italia dalla Lega che nel 2018 aveva ottenuto 1.206 voti, il 14,4%, e in queste elezioni si ferma  a 511 voti, il 6,93%. Fratelli d'Italia passa da 270 voti, il 3,11% del 2018 a 1.441, il 19,53% di oggi; rosicchia anche da Forza Italia, che ottiene solo 540 voti, il 7,32% perdendo 192 voti (dall'8,44%). La destra nel complesso avanza di poco in termini numerici passando da 2.338 a 2.659, 321 voti in più. Più consistente l'avanzata in percentuale, dal 26,94 al 35% per effetto della diminuzione degli elettori e l'aumento dell'astensione. 

La coalizione del Pd migliora in percentuale passando dal 34,2% del 2018 al 36,63%; perde tuttavia in voti da 2.968 a 2.783. Così anche il Pd in percentuale ha il 29,35% contro il 28,06% delle precedenti elezioni, ma perde voti da 2.435 a 2.165, cioè 270 voti in meno. Se si considera che questo numero comprende anche i voti di Art.Uno i cui candidati erano nella lista del Pd, mentre nella precedente tornata elettorale  Art.Uno correva nella Lista di Liberi ed Eguali, la perdita è più consistente. 

Il M5stelle riesce ad arrestare il trend negativo delle previsioni e pur perdendo molto rispetto al 2018 quando aveva ottenuto 2.562 voti con il 29,52%, resiste con il 13,32% e 1.012 voti.

La sinistra si è caratterizzata per la sua dispersione, ma sommando i voti di Unione Popolare, Pci e Italia Sovrana e Popolare raggiunge i 319 voti con il 4,2%. Se poi consideriamo che Sinistra Italiana /Verdi ha ottenuto 242 voti con il 3,28%, possiamo affermare che esiste ad Urbino una potenziale forza di sinistra e ambientalista che si esprime con 561 voti e una percentuale del 7,48%. Di qui la necessità di superare personalismi, particolarismi e lavorare per l'unità delle sinistre, con il coinvolgimento e il contributo di tanti che evitano invece di impegnarsi rinchiudendosi nel loro privato illudendosi di poter scansare individualmente le conseguenze di politiche antipopolari, favorendo così la destra e scelte reazionarie.

Il risultato elettorale sancisce la vittoria di una destra reazionaria egemonizzata da Fratelli d'Italia, ma costituisce anche un buon viatico per le prossime elezioni amministrative per costruire una coalizione che se ben gestita, potrebbe mandare all'opposizione l'attuale maggioranza di destra. Ad Urbino la destra è in minoranza. Serve un processo unitario per batterla. 

Sinistra per Urbino e il voto a Urbino (vivereurbino.it)




sabato 17 settembre 2022

SINISTRA PER URBINO E IL VOTO DEL 25 SETTEMBRE

 Il 25 settembre si andrà a votare per il rinnovo del Parlamento e  Sinistra per Urbino è molto preoccupata per il futuro del  Paese. Da una parte abbiamo la peggior destra dai tempi della “Seconda Repubblica”  egemonizzata da Fratelli d'Italia che non a caso conserva sul suo simbolo la fiamma tricolore del Msi, partito erede del fascismo mussoliniano e coinvolto nelle trame nere che hanno insanguinato l'Italia nel dopoguerra. La presenza della fiamma tricolore ha il significato di una continuità con quella inquietante tradizione e non può non preoccupare tutti i democratici che hanno costruito questo Paese sui valori  dell’antifascismo.

La destra  si presenta con un programma sociale che, una volta al governo, avrà pesanti ripercussioni sulla  vita  dei lavoratori  e di tutti i  cittadini, sia sul piano dei servizi pubblici che dell'ambiente. La flat tax infatti avrà come conseguenza,  minori introiti per le risorse dello Stato e quindi la diminuzione dei servizi, in qualità e quantità, per i cittadini con inevitabili tagli all'istruzione e alla sanità pubblica. La riproposizione del nucleare in Italia, oltre che uno schiaffo alla volontà popolare che si è espressa in maniera contraria in ben due referendum, comporterà maggiori rischi di disastro ambientale in un Paese così esposto a calamità naturali ed eventi tellurici. Ma la destra vuol mettere le mani anche sulla Costituzione stravolgendola nei suoi aspetti fondamentali con l’introduzione  del presidenzialismo. Infine la Meloni e suoi sodali, con le frequenti visite  negli Usa, hanno garantito il servaggio all'establishment statunitense e fornito ampie assicurazioni sulla prosecuzione del sostegno e partecipazione militare dell'Italia nella guerra in Ucraina  e quindi nuovi invii di armi e nuove sanzioni contro la Russia. 

Ne consegue che avremo un  ulteriore aggravamento del caro-bollette  con i cittadini che invece di scegliere tra "condizionatore e pace", saranno costretti a scegliere tra la spesa per pane e pasta e pagare le bollette di luce e gas alle stelle, con le piccole imprese che già chiudono, gettando nella disperazione tante famiglie, sia per gli alti costi dell'energia, sia per le sanzioni che vietano scambi con il  mercato russo, tradizionale e fiorente sbocco commerciale per i nostri imprenditori. 

Siamo attesi da un inverno da "brividi". Non dimentichiamo le proposte disumane e crudeli di questa destra nei confronti degli immigrati, con le quali Salvini e Meloni gareggiano a chi la spara più grossa, dal blocco navale all’affondamento dei barconi e alla chiusura dei porti, mentre bambini e innocenti  continuano a morire di stenti nel Mediterraneo e di violenze subite nei lager libici gestiti da gruppi criminali con i soldi italiani. Dall'altra abbiamo un Pd il cui segretario Letta ha gestito così male la creazione del propagandato "campo largo" che alla fine si è trovato con un campo estremamente ristretto dopo l’abbandono  di Calenda e Renzi, e l’ostracismo nei confronti del M5S. La legge elettorale votata dal Pd, costringe a vaste alleanze elettorali e per battere questa destra era necessaria un'alleanza tra Pd e M5stelle. Invece Letta è stato in grado in poco tempo di rompere l'alleanza con il M5stelle e di non riuscire ad allearsi con Calenda. Il Pd ha ormai perso i voti dei lavoratori e delle periferie delle città per l'abbandono delle politiche sociali. Ora l'inflazione che marcia verso il 10%, taglieggiando salari, stipendi e pensioni, e l'alto costo delle bollette di luce e gas provocheranno un peggioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne e del ceto medio, di quelle stesse classi che hanno sempre costituito la sua base elettorale e che ora rischiano di rifugiarsi nell'astensione o di essere preda del populismo. 

Il ripristino delle centrali a carbone ha dimostrato la scarsa sensibilità del Pd ai temi ambientali  mentre il sostegno alla guerra in Ucraina con l'invio di armi e le sanzioni, gli alieneranno le simpatie di molti pacifisti. Ci  saremmo aspettati dal cattolico ed  ex democristiano Letta, una sensibilità particolare  agli appelli del Papa che ha sempre invocato la pace, non tacendo le responsabilità sulla guerra della Nato paragonata ad un cane che abbaia ai confini della Russia, e invece ha intrapreso una politica di coinvolgimento del nostro Paese nella guerra ucraina, in palese violazione dei principi costituzionali. 

Tralasciamo il cosiddetto centro di Calenda e Renzi, un gruppo ininfluente, ma pompato ad arte dai media per una politica di destra presentabile, che si caratterizza per il sostegno al nucleare, agli inceneritori un po’ dovunque e a quanto di peggio possa auspicare una politica ambientalista. Non dimentichiamo il sostegno al Job Act voluto da Renzi che i lavoratori precari hanno provato sulla loro pelle.

Il M5stelle si attanaglia in una crisi di identità profonda,  ma sulla guerra russo-ucraina, dopo essersi unito al voto corale bellicista di quasi tutto il Parlamento per l'invio di armi e per le sanzioni, ha ora assunto una posizione diversa opponendosi ad ulteriori invii di armi a Kiev. 

In queste difficili elezioni,  Sinistra per Urbino, sorta per costruire  una identità unitaria  delle forze che si ispirano ai valori storici della Sinistra, sui temi del lavoro, dei giovani, della effettiva parità di genere, dell’inclusione sociale, dell'ambiente, dell’istruzione, della Pace, e che si batte contro l'invio di armi all'Ucraina e contro le sanzioni in palese violazione della nostra Costituzione, invita i cittadini a votare per quelle formazioni elettorali della sinistra di classe che fanno proprie queste istanze,  un voto contro questa destra, estremista e populista, in difesa della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza.