giovedì 29 marzo 2018






GIOVEDI’ 29 MARZO  ore 21.00
presso la sede dell' Istituto della Resistenza E.Cappellini,
Via Oddi, 11, Urbino.

INCONTRO PUBBLICO SU:

SCENARI POLITICI DOPO LE ELEZIONI:
IL RISULTATO DI “POTERE AL POPOLO”,
IL VOTO 
PER I  PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO
LE TRATTATIVE PER IL NUOVO GOVERNO.
QUALI PROSPETTIVE   
PER UNA SINISTRA DI CLASSE?
                       
A cura di SINISTRA PER URBINO

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lunedì 26 marzo 2018

400.000 VOTI



400.000 VOTI
Non v'è alcun dubbio che 400.000 voti non siano sufficienti per costituire, allo stato attuale, una forza di trasformazione e neppure, a ben vedere, di resistenza. Ma 400.000 voti, ottenuti senza denaro, in soli 3 mesi, nel bel mezzo di un'epoca contraddistinta, rispetto al passato, da una spaventosa arretratezza culturale, da un aumento dell'analfabetismo di massa, da un peggioramento della coscienza storica, sociale e politica, ovvero da una degenerazione antropologica nel suo complesso, 400.000 voti, a ben vedere, non sono neppure un semplice alito di vento. Esprimono, al contrario, un segnale. Una possibilità di ripartenza, di ricostruzione, senza cui il baratro nel quale sta sprofondando la vita collettiva potrebbe non aver fine.
Rammentiamoci che la storia dei diritti, in Occidente e nel mondo, si trova in stretto rapporto con il peso specifico che, nei diversi paesi, è riuscito ad assumere la sinistra di classe: con la perdita di questo peso, sono arretrati anche i diritti. Se si intende risollevare questi ultimi, non si può non lavorare, pertanto, per riconferire, a una tale sinistra, una certa mole, in grado quantomeno di organizzare delle forme di resistenza contro gli attacchi che, dati i rapporti di forza sul piano sociale, continueranno ad essere sferrati indipendentemente dal governo in carica.
Buttare a mare questi 400.000 voti ed eclissarsi sarebbe sbagliato. Essi ci dicono, invece, che lavorando, partecipando ai conflitti reali del paese e del nostro tempo, è possibile ottenere dei risultati e cominciare, quindi, a smuovere certe acque.
Non esistono altre strade oggi, per resistere alle offensive che i ceti subalterni sono costretti a subire, che non passino per la ricostruzione di una sinistra antagonista (profondamente diversa rispetto ad ogni tentazione centrista o socialdemocratica che l'ha caratterizzata negli ultimi decenni), in grado di ridare una qualche forma organizzativa al conflitto sociale, senza la quale i diritti verranno a sciogliersi, uno dopo l'altro, come neve al sole.
Aver rimesso in attività centinaia di anime, aver strappato la parola “sinistra” a Renzi e D'Alema, aver ridato nuovi contenuti al termine “antifascismo” rispetto a quelli vuoti o persino reazionari con cui le correnti più moderate dell'ANPI e il PD l'avevano riempito, aver difeso, con la manifestazione di Macerata, una concezione universale di uomo, aver riportato nel dibattito politico il tema del lavoro, della stratificazione sociale, dell'anticolonialismo e della guerra, aver costretto centinaia di migliaia di persone a rimeditare il tema della giustizia sociale e altre centinaia a porsi problemi su come calare una lotta ideale nella realtà, ovvero su come fornirgli un'organizzazione concreta, in tutte le sue specifiche articolazioni, tutto questo costituisce una piccola vittoria e una battaglia che ha ridestato, siano esse consapevoli o meno, un certo numero di coscienze.
Non lasciamoci quindi fagocitare dall'ideologia della rassegnazione che certe sconfitte storiche inevitabilmente tendono ad alimentare. Non gettiamo in aria mesi di lavoro, disfacendoci dell'opera nostra. Ripartiamo da quanto abbiamo seminato. Alternative, d'altro canto, non ne esistono e chi cerca soltanto scorciatoie finirà ben presto per perdere la strada.


sabato 3 marzo 2018

SINISTRA PER URBINO INVITA A VOTARE PER LA LISTA "POTERE AL POPOLO".



ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO: SINISTRA PER URBINO SOSTIENE LA LISTA “POTERE AL POPOLO”.
Sinistra per Urbino, in prossimità delle elezioni politiche del 4 marzo ha esaminato i vari schieramenti per discutere e decidere la propria posizione.
Viene confermato l’atteggiamento, già assunto nelle elezioni amministrative del 2014, di riconoscere nei governi di Destra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) e di centro sinistra a guida Pd, la responsabilità di aver precipitato l’Italia in una grave crisi, sociale, economica, politica, istituzionale e culturale, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti : disoccupazione giovanile intorno al 40%, precarizzazione del lavoro, fuga dei giovani dall’Italia in cerca di un lavoro, aumento dello sfruttamento nei posti di lavoro con inevitabile incremento di incidenti,  calo demografico per mancanza di sostegno alle famiglie, svendita di importanti imprese nazionali alle multinazionali, asservimento militare, politico ed economico verso gli Usa con inevitabili partecipazioni a guerre e avventure Nato in vari teatri di guerra – Niger, Libia, Afghanistan, Siria, ecc.- , subordinazione alle politiche liberiste internazionali e della Ue, impoverimento culturale del Paese. 
I lavoratori, i giovani e i pensionati hanno pagato duramente la crisi, frutto delle  politiche scellerate dei governi di destra a guida Berlusconi e di centro sinistra a guida Pd. Il livello di povertà ha raggiunto i 18 milioni di persone, mentre la forbice tra una ristretta cerchia che possiede la ricchezza del Paese e la gran massa dei cittadini che ne è esclusa, si allarga sempre di più. Sul piano fiscale il governo si mostra generoso con le multinazionali, con i monopoli della finanza e dell’industria, mentre si accanisce contro le piccole imprese, gli artigiani i giovani delle partite Iva.  Nel campo dell’istruzione e della sanità si accelerano i processi di privatizzazione, riducendo il diritto allo studio e alla salute a milioni di famiglie. Permangono gravi discriminazioni sociali e salariali a danno delle donne. Sull’ambiente la vocazione verde degli ultimi governi Pd si evidenzia con la presa di posizione di Renzi nel referendum sulle Trivelle e un incremento della produzione di CO2, complicando il raggiungimento degli obiettivi che l’UE si è assunto con gli accordi di Parigi.
In questo clima di incertezza, insicurezza, precarietà si evidenzia la crisi di una cultura improntata a valori di solidarietà, socialità e partecipazione, mentre dilagano egoismi, individualismi, personalismi, cura del particolare, che spesso sfociano in forme di razzismo di classe, nei confronti degli immigrati perché poveri, ed emarginati. La responsabilità di tutto ciò è da addebitarsi a chi ci ha governato per più di vent’anni, Destra berlusconiana e classe dirigente del Pd, che pur in competizione tra loro nella gestione del potere, hanno perseguito politiche simili, e talvolta appoggiato o fatto parte di uno stesso governo. La decantata rivoluzione liberale si è tradotta in uno sfrenato liberismo economico con lauti profitti per la classe capitalista a danno del proletariato, dei lavoratori, delle classi subalterne.
Per questi motivi la campagna elettorale non potrà esimersi dal denunciare tutto questo e “Sinistra per Urbino” invita a non votare il Pd responsabile delle politiche liberiste degli ultimi sei anni, e tantomeno per la destra berlusconiana, che portò il Paese alla bancarotta e presenta una coalizione di cui fanno parte la Lega razzista e Fratelli d’Italia, che non ha mai fatto i conti con il fascismo e la nostra Carta costituzionale nata dalla Resistenza. 
LA  Lega di Salvini cerca di ingannare i giovani presentandosi come una forza nuova e agitando lo slogan “manette agli evasori”. In realtà la Lega è alleata con Forza Italia,di Berlusconi che è stato condannato per frode fiscale –“ una evasione notevolissima” è scritto nella sentenza. Salvini era già un dirigente della Lega, quando la destra al governo varò il falso in bilancio per favorire l’evasione fiscale dei grandi gruppi padronali e portò gli italiani a morire in Iraq e in Afghanistan. Salvini fa parte di quella Lega che in Lombardia ha avviato un forte processo di privatizzazione nel campo sanitario. La flat tax è un grande regalo per chi guadagna molto a scapito dei lavoratori e dei giovani che si vedranno aumentati i costi dei servizi a cominciare da quelli sanitari.  Destra berlusconiana e Lega di Salvini hanno avallato la nuova avventura militare colonialista in Niger.
Sbaglia chi, pur in buona fede, di fronte alla minaccia di un governo di destra, si aggrappa alla logica del meno peggio, che in questo caso sarebbe il voto al Pd. Questo ragionamento ci ha portato alla situazione attuale: la classe lavoratrice e le classi subalterne, non hanno più una guida, non hanno più una politica propria, non hanno più organizzazioni cui riferirsi. Nel frattempo senza più orientamento, i consensi dei lavoratori si sono rifugiati a destra, nella Lega, nel Movimento 5 stelle o nell’astensione.
Rinnovare la fiducia al Pd che ha perseguito una politica di destra, significa favorire la destra.  Chi oggi vota per il Pd, per uno dei suoi cespugli o per il suo possibile alleato di domani, vota per la manomissione della Costituzione (ricordiamoci del referendum), contro la tutela dei lavoratori (abolizione dell’art.18), per la precarizzazione del lavoro (Jobs act), per la famigerata “Buona Scuola” che ha accelerato i processi di privatizzazione nella pubblica istruzione, per i tagli  dei fondi destinati all’Università e alla sanità pubblica delle Regioni, con la rincorsa verso le privatizzazioni. Chi vota Pd, vota per una politica sull’immigrazione che sta causando centinaia e centinaia di morti (accordi con i gruppi militari libici e conseguente legittimazione della schiavitù dei profughi nei campi di detenzione, conferma della Legge Bossi –Fini), vota per la rapina attuata ai danni dei risparmiatori (scandalo Banche, con azzeramento di migliaia di risparmi), per una classe politica corrotta (Caso Consip, Mps e Banca Etruria), per l’asservimento degli interessi nazionali all’alleato americano (Afghanistan, Ucraina, Siria, Libia). 
Non ci convince la proposta di Liberi e Uguali, sebbene abbia cercato di presentarsi come forza di sinistra in opposizione alla dirigenza renziana del Pd. Non ci convince perché più che una presa d’atto delle politiche liberiste degli ultimi vent’anni di cui è responsabile anche l’attuale gruppo dirigente di LeU, appare come una forza esterna al Pd che cerca di scalzare il gruppo di Renzi per riconquistare il Pd e per continuarne,  in forma attenuata, la sua politica. Infatti la riproposizione della coalizione fallimentare del centro-sinistra, il rivendicare le politiche di liberalizzazione che hanno significato privatizzazione di tanti servizi, la prospettata  partecipazione al governo del Presidente con Forza Italia e Pd, la conferma di tutti gli impegni internazionali e alleanze militari,  più che rassicurare, sono fonte di grande preoccupazione. Siamo convinti che molti militanti ed elettori di questa formazione sono di sinistra, ma pensiamo che subiranno una delusione e li invitiamo pertanto a non votare per questa lista perché il suo gruppo dirigente non ha avviato quella necessaria revisione delle politiche dei governi di centro sinistra.
Nel  Movimento 5 stelle, è in corso un ripiegamento a destra. Il candidato alle politiche Di Maio, alla Regione Lazio Lombardi, le vicende della giunta romana e l’abbandono di Di Battista, il rifiuto di votare lo “ius sol”i  sono tutti segnali che vanno in questa direzioni. Di Maio ha rivendicato la Rivoluzione liberale tradita da Berlusconi, è stato il più duro nella vicenda degli immigrati, da cui trasparivano venature razziste , ha fornito  garanzie agli Usa sulla partecipazione nella Nato e sugli stretti rapporti d’alleanza:  tutti elementi che ci portano alla conclusione che il Movimento 5 stelle sia impegnato più a rassicurare i poteri forti del nostro paese e a presentarsi come forza di garanzia dell’attuale sistema economico-sociale, che come movimento di cambiamento.
La Lista di Potere al Popolo è costituita da giovani lavoratori, disoccupati, precari, studenti e intellettuali, che in questi anni hanno partecipato e organizzato manifestazioni contro questo sistema sociale di sfruttamento. Diversamente dai candidati del Movimento 5 stelle, autentici manichini dall’immagine perbenista per le tv e alieni dalle lotte sociali, i candidati di questa lista si sono impegnati nelle lotte e hanno dimostrato che i propri interessi individuali si possono difendere soltanto unendo gli sfruttati, organizzando comitati di precari, disoccupati, studenti. E’ una lista costituita da coloro che questa società vuol ridurre a numeri, vuol emarginare e relegare a strumenti da sfruttare. Ne fanno parte anche i giovani dei NO TAV (l’alta velocità Torino Lione), NO TRIV(le Trivelle petrolifere di Renzi), NO MUOS,( il mastodontico sistema di telecomunicazioni Usa impiantato in Sicilia), NO TAP (il gasdotto che dalla Puglia risalirà lungo tutto l’Appennino), Comitati per l’acqua pubblica, lavoratori impegnati nel sindacato di base e nei sindacati tradizionali che si sono impegnati in difesa del posto di lavoro, contro lo sfruttamento, il lavoro precario e la privatizzazione dei servizi, i movimenti impegnati per la pace e per l’uscita dell’Italia dalla Nato, le principali organizzazioni comuniste, come Rifondazione Comunista e il Pci, e quella parte di Sinistra Italiana che non ha accettato di confluire nelle ambiguità di Liberi e Uguali.
Sinistra per Urbino che ha condiviso e sostenuto le stesse lotte sociali di questi anni esprime la sua vicinanza politica a questa formazione e il 4 marzo invita a votare per la lista POTERE AL POPOLO.

domenica 25 febbraio 2018


                            SE UN VIAGGIATORE UN MATTINO D' INVERNO.....

Può succedere ad un viaggiatore in partenza un mattino d'inverno dalla stazione di Pesaro di essere intervistato da un' emittente locale . Il giornalista vuole un' opinione sul progetto della Giunta guidata da Ricci di riqualificare la stazione ferroviaria, decorandone i muri che danno sui binari  con vivaci murales pieni di fiori. Il viaggiatore esamina divertito e perplesso  le immagini al computer che il gentilissimo giornalista sottopone alla sua attenzione, ricambia la cortesia, mormorando che l'intenzione è lodevole, ma  forse un po' più di sobrietà non guasterebbe, tanto più che proprio in quel momento gli vengono in mente le panchine rosso fuoco messe qualche mese prima nella Piazza della Libertà. Un ricordo tira l'altro e  lo colpisce il pensiero molesto delle piastrelle sconnesse e divelte del binario due (peraltro oggetto di manutenzione non molto tempo fa)  che rischiano di fare capitombolare i passeggeri , casomai mentre passa un treno. Il viaggiatore, allora, fa notare all'intervistatore che per riqualificare la stazione servirebbero ben altri interventi, sicuramente meno fantasiosi, ma più sostanziali. Il giornalista ringrazia e passa ad interpellare altri viaggiatori, il nostro si avva al suo (disastrato) binario.
Qualche giorno dopo , rientra a Pesaro e invece della stazione fiorita, trova un sottopassaggio allagato.  Evidentemente, il pittore di murales non essendo per il momento disponibile, è stato ingaggiato uno scultore d'avanguardia che ha installato fontanelle che dalle pareti del sottopasso sono incaricate di dare il benvenuto a chi arriva, sottoponendolo ad un innovativo idromassaggio .  D'altronde, i sondaggi non lasciano adito a dubbi: Ricci è l'illusionista più amato dagli Italiani.

P. S. Giungono notizie di allagamenti nella zona artigianale intorno a Via Ponchielli: che fioriscano anche lì i  murales?

giovedì 22 febbraio 2018

 MANCE ELETTORALI
Il 9 febbraio, a tre settimane dalle elezioni, è stata firmata l'ipotesi di contratto per la scuola: dopo dieci anni di blocco contrattuale CGIL,CISL e UIL sbandierano come un trofeo l' accordo raggiunto con l' ARAN che prevede aumenti medi lordi intorno agli 80 euro mensili ( al netto sui 45) in busta paga a partire dal mese di marzo. Gennaio e febbraio sono stati sacrificati per raggiungere gli 80 euro lordi per i restanti mesi, ciò che comporta una perdita di 90 netti sull'anno. Se si considera che il blocco contrattuale di un decennio ha portato ad una perdita netta che si aggira sui 18000 euro secondo alcune stime (15000 per la CGIL) e che l'accordo siglato destina a recupero solo qualche centinaio di euro, è evidente che ci troviamo di fronte ad una vera e propria presa in giro per docenti e personale ATA i quali, come se non bastasse, hanno visto aumentare in modo significativo negli ultimi anni carico di lavoro e responsabilità.
Non solo: il vergognoso bonus premiale voluto dalla buona scuola entra di diritto nel contratto, in quanto solamente 70 dei 200 milioni di euro ad esso destinati vengono girati sulla retribuzione professionale docente: ai dirigenti restano 9000 euro netti da distribuire nelle singole scuole . I sindacati firmatari del contratto presentano come un grande risultato la possibilità riconosciuta alle RSU di contribuire all'individuazione degli insegnanti più meritevoli . Proprio questa "concertazione" sancisce, invece, la messa a regime del sistema dei premi di produzione ed introduce , sotto l'egida sindacale, il principio della divisione e della concorrenza fra i docenti. Per chi fosse estraneo alle problematiche scolastiche, è bene sottolineare che il bonus tutto premia, fuorché la concreta attività didattica nelle classi: il buon docente secondo la L.107 (meglio nota come buona scuola) è quello impegnato in attività organizzative o progettuali che ben poco tempo gli lasciano per la preparazione delle lezioni e l'aggiornamento professionale nelle sue discipline!
Dopo due anni e mezzo di assenza dalle scuole( dove, comunque, non se ne sentiva la mancanza), i responsabili confederali provinciali si sono ripresentati nelle assemblee sindacali e nelle contrattazioni d'Istituto per riscuotere applausi per i servizi resi alla categoria e, soprattutto, ricordare ai lavoratori della scuola, a un mese dalle elezioni delle RSU, che loro ci sono ancora e che, in tutti questi anni di assenza, stavano in realtà "sporcandosi le mani" ( forse con il ministro dell'Istruzione “più migliore” della storia repubblicana, passata dalla CGIL Tessili direttamente al MIUR per meriti culturali?) per strappare questa mancia elettorale!
Considerato il probabile crollo del PD il 4 marzo, i Confederali (Snals e Gilda hanno dato prova di maggior decenza, non firmando l'ipotesi di contratto) avrebbero perlomeno potuto alzare la posta e " vendere" il voto del mondo della scuola ad un prezzo più alto! Il loro noto senso di responsabilità , maturato in decenni di subordinazione alle logiche padronali e governative- decenni che hanno visto crescere vertiginosamente le diseguaglianze sociali- li ha evidentemente spinti a dare una mano ad un governo in difficoltà, regalandogli a buon mercato, a meno di un mese dal voto, le credenziali di "benefattore" di una categoria cui le controriforme di marca PD abbattutesi sulla scuola negli ultimi anni hanno tolto dignità e identità professionale.
Chi vuole continuare a battersi per contrastare l'organizzazione del lavoro in senso aziendale all'interno della scuola e per rivendicare per insegnanti e ATA un trattamento economico e condizioni lavorative adeguate all'importanza della funzione, deve oggi dare forza al sindacalismo di base che in questi anni di vergognoso abbandono da parte dei Sindacati di regime è stato il solo a portare avanti con coerenza la lotta contro la legge 107 e concrete proposte per ridare dignità professionale a tutto il comparto.


Cobas, Unicobas , USB e CUB hanno indetto uno sciopero per venerdì 23 febbraio (con manifestazione nazionale a Roma) per protestare contro l'umiliante contratto e per mantenere viva l'attenzione sui processi in atto nella scuola, dove si rischia che significative articolazioni della L.107 finiscano oper essere inserite nei prossimi contratti, ciò che comporterebbe lo smantellamento definitivo della scuola pubblica, a vantaggio di un sistema misto sempre più aperto alle incursioni del privato.