giovedì 23 novembre 2023

RISOLLEVIAMO URBINO CON ORIANO GIOVANNELLI

Riportiamo il comunicato del 22 nov.2023 

COMUNICATO STAMPA DI SINISTRA PER URBINO ED EX ART.1

Dopo due amministrazioni di destra guidate dal Sindaco Gambini, caratterizzate dall’assenza di un dibattito trasparente e democratico sulle scelte per la città, di una amministrazione senza visione e respiro e autorevolezza nel confronto con le altre istituzioni del territorio e con le forze economiche, sono prevalsi settori privilegiati e centri di potere, con conseguente svilimento del servizio pubblico che ci si aspetta da una amministrazione comunale importante come quella di Urbino.

Urbino è sempre più vecchia ed è paradossale considerata la grande presenza di giovani studenti; è sempre più sciatta nel rappresentarsi sicuramente al di sotto di ciò che ci si aspetta da una città Unesco; sempre più rassegnata e senza slancio economico culturale e civile, sempre più priva di servizi, sempre più a pagamento, governata dalla mediocrità e dalla mancanza di una visione generale del futuro. Le prossime elezioni saranno decisive per il futuro della città. È ancora possibile sfuggire al declino e invertire un declino di cui il calo demografico è l’aspetto emblematico e preoccupante. 

C’è da portare avanti un grande lavoro di difesa della città evitando errori e danni che potrebbero essere irreparabili come quelli al nostro straordinario paesaggio per puro calcolo economico (la vicenda di Riceci insegna). 

Vanno valorizzate tutte le potenzialità che indubbiamente la città possiede con un occhio attento al mondo del lavoro per sfuggire alla monocultura della rendita. 

Urbino svolge già un ruolo centrale per i servizi pubblici del territorio ma è palese il loro depauperamento qualitativo, la difficoltà crescente con cui i cittadini possono affidarsi senza ricorrere al portafoglio - il riferimento è ai servizi sanitari, ma c’è anche da rafforzare il ruolo determinante che compete al Comune in merito alle potenzialità ancora inespresse nel campo della cultura, della formazione e delle loro ricadute in termini di innovazione di impresa e di capitale cognitivo.

In questi anni la Sinistra e il Centro sinistra hanno sofferto a prendere le misure ad una situazione politica mascherata di civismo, ma di fatto sempre più ispirata ai valori della destra. 

Va dato merito a chi ha mantenuto comunque accesa una fiammella di opposizione sia all’interno del Consiglio Comunale che nella società civile.

Adesso c’è da costruire l’alternativa per evitare che nella lunga storia democratica e antifascista di Urbino la vittoria della destra si perpetui diventando un compiuto sistema di potere cambiando i connotati e la natura stessa della città. 

Per questa ragione, anche guardando alla legge elettorale maggioritaria, Sinistra per Urbino ed ex Art. Uno intendono dare il proprio contributo alla costruzione di un' alleanza per liberare la città dal governo della destra e per aprire una nuova pagina senza nostalgie di alcun tipo per il passato. Unire le forze non contro qualcosa o qualcuno ma per costruire insieme un progetto inclusivo e aperto di città con le radici ben piantate nelle tradizioni democratiche cittadine.

Guardando a queste sfide abbiamo chiesto e ottenuto la disponibilità di Oriano Giovanelli e con spirito costruttivo la mettiamo a disposizione della coalizione. 

Un urbinate, una figura che per la sua esperienza politica e capacità amministrativa, per la sua cultura, per la sua notorietà e per il suo riconosciuto prestigio, può contribuire in modo efficace al successo in una tornata elettorale difficile e fondamentale per il futuro della nostra comunità.

Breve biografia politica di Oriano Giovanelli: Ha ricoperto in Urbino gli incarichi di consigliere comunale, consigliere provinciale, membro della segreteria del Pci, eletto nel nostro territorio al Parlamento della Repubblica - deputato dal 2006 al 2013 per l’Ulivo e il PD. Prima ancora è stato Sindaco di Pesaro, Presidente nazionale della Lega delle Autonomie Locali, Responsabile nazionale del Pd per la Pubblica Amministrazione. 

Attualmente è Direttore esecutivo dell'Associazione "Italiadecide", Presidente Anna Finocchiaro, membro della presidenza di “Ali autonomie” (ex Lega delle Autonomie locali) , e dell'esecutivo nazionale dell'associazione “Alleanza Contro la Povertà in Italia”. 

Collabora, inoltre, alle politiche per la pubblica amministrazione con la nuova responsabile nazionale del PD, Stefania Bonaldi.

SINISTRA PER URBINO

Ex ARTICOLO UNO





domenica 12 novembre 2023

Una giornata particolare ad Urbino tra un diffuso sventolio di bandiere palestinesi.

 CESSATE IL FUOCO SUBITO. SIAMO TUTTI PALESTINESI. 

Anche Urbino come tutt'Italia e tutto il mondo ha manifestato per il cessate il fuoco a Gaza e in solidarietà al popolo palestinese. 

Sabato 11 novembre centinaia di giovani e alcune decine di over 50 hanno presenziato alla manifestazione in Piazzale Roma, ai piedi del monumento Raffaello, a suggellare l'unità tra generazioni dell'Urbino democratica, in circa 500 sotto lo sguardo soddisfatto del divin pittore e  la presenza vigile delle forze dell'ordine. 

Così il Piazzale si è trasformato in un'emozionante agorà dove tanti giovani hanno preso la parola e sono diventati protagonisti di Urbino per alcune ore, chi esprimendo il proprio pensiero sul conflitto israelo-palestinese, chi denunciando l'occupazione e l'oppressione israeliana in vigore da 75 anni, chi reclamando un immediato cessate il fuoco, chi denunciando la presenza di migliaia di prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui decine di ragazzini e tanti senza nemmeno essere stati sottoposti ad un regolare processo, chi documentando le violenze cui sono sottoposti i palestinesi nelle zone occupate, le umiliazioni subite nei check point della Cisgiordania, i silenzi dell'Occidente difronte alle continue violazioni del Diritto Internazionale e dei diritti umani per opera dei governi israeliani, i bombardamenti di quartieri residenziali, scuole, ospedali, ambulanze, colonne di sfollati,  che stanno causando le stragi dei civili a Gaza in atto, siamo a circa 12 mila vittime civili, tra cui 5 mila bambini. Gli oratori hanno denunciato il massacro, il genocidio in atto, scientificamente organizzato dal governo israeliano che mira a cacciare i palestinesi dalle loro terre per costringerli ad ingrossare i miseri campi profughi nei paesi arabi vicini. 

Di fronte ad un massacro di così vaste proporzioni e di una crudeltà inaudita paragonabile solo alle stragi più eclatanti che la Storia annovera, stride l'indifferenza e la complicità dei governi e del servizio d'informazione mainstream occidentali, tutti propensi a rovesciare i ruoli, i carnefici che vengono dipinti come vittime e le vittime dei bombardamenti come carnefici, hanno spiegato gli oratori. Particolarmente toccanti gli interventi di una giovane che ha vissuto recentemente a Gaza e ha descritto come si vive nella Striscia più volte definita un campo di concentramento o una prigione a cielo aperto, di un giovane ora naturalizzato italiano ma di origine palestinese che ha raccontato la cacciata dei suoi nonni dalle loro terre da parte dell'esercito israeliano, dei giovani che hanno descritto i racconti e le esperienze di parenti e amici che vivono sotto l'oppressione israeliana. Poi gli interventi di alcunì ragazzini, le parole di un oratore che ha parlato della guerra delle parole,  quando l'informazione mainstream usa la parola "ucciso", per la perdita della vita di un israeliano mentre per le vittime palestinesi sotto i bombardamenti israeliani viene usata la dizione "morti", e ha parlato di muovere guerra alla guerra, e l'intervento di una giovane liceale che non è  riuscita a trattenere le lacrime al pensiero delle migliaia di bambini uccisi e martoriati dalle bombe israeliane.

Gli interventi erano frammentati da slogan che inneggiavano alla Resistenza palestinese, alla richiesta di libertà per la Palestina, alla denuncia del terrorismo praticato dall'esercito israeliano con i bombardamenti su Gaza.  Una gran bella giornata, tra un pullulare di bandiere palestinesi, a dimostrazione che i giovani  tanto bistrattati dai giornalisti mainstream per la loro apatia, quando ci sono cause importanti sono pronti a scendere in piazza e a manifestare. Caso mai il problema sta nelle istituzioni che spesso sono sorde di fronte alla voce dei giovani, mirano a silenziarli perché chiedono cose che ai partiti istituzionali non conviene, e così viene alimentato quel fossato tra giovani e cittadini da una parte e istituzioni dall'altro. 

Un grazie all'organizzatore dell'evento, il Collettivo Bagolarə, giovani lavoratori e studenti che si propongono "di affrontare le sfide e le contraddizioni del proprio tempo attraverso un processo di continua decostruzione". Infatti il Collettivo non solo chiede il Cessate il fuoco immediato, ma denuncia la presenza in città della fabbrica di armi, un mercato che alimenta morte e disperazione tra le genti e tra i popoli, come ha giustamente denunciato Papa Francesco, e chiede l'interruzione del rapporto tra l'Università e gli Istituti di Urbino con i centri di ricerca israeliani.  In Italia un appello per il cessate il fuoco e in solidarietà al popolo palestinese è stato già sottoscritto da oltre 4000 docenti accademici e tra questi decine sono i docenti urbinati. Vedremo se le forze politiche locali, che lamentano sempre l'assenza dei giovani, sapranno valorizzare questa nuova presenza che porta freschezza, partecipazione e futuro in una città avviata con le attuali politiche ad un declino che appare sempre più inarrestabile. Sinistra per Urbino è dalla loro parte ed è pronta a interloquire e sostenere le loro tematiche. Il Consiglio Comunale, facendo seguito alla risoluzione dell'Assemblea dell'Onu, dovrebbe votare l'immediato cessate il fuoco, se vuole seguire le orme di Urbino democratica e raccogliere gli appelli di questi giovani e dei tanti cittadini che chiedono la fine dei bombardamenti.  

SINISTRA PER URBINO 11.11,2023

martedì 31 ottobre 2023

SINISTRA PER URBINO PER UNA GESTIONE PUBBLICA DEI BENI COMUNI

 SINISTRA PER URBINO PER UNA GESTIONE PUBBLICA DEI BENI COMUNI

Nei giorni scorsi sono usciti sulla stampa locale numerosi articoli che hanno contribuito a fare maggiore luce sulla torbida vicenda di Riceci.

Ad ogni nuovo particolare che si viene a sapere, risulta ancora più evidente che il problema principale è la sottomissione totale degli enti locali a un'impresa si partecipata ma che agisce secondo logiche privatistiche, la quale fa il bello e il cattivo tempo nel perseguire il profitto passando sopra le teste dei cittadini. A nulla serve la finzione delle “partecipate”, perché queste sono a tutti gli effetti SPA che devono remunerare gli azionisti e operano in un contesto di rapporti di forza del tutto sbilanciati rispetto alla parte pubblica.

Facendo leva su una legislazione nazionale programmaticamente orientata a favorire il privato, negli ultimi decenni gli amministratori e le rispettive forze politiche hanno esternalizzato e regalato ai privati settori come l'acqua, la sanità, la raccolta dei rifiuti, e hanno appaltato le politiche educative e numerosi altri settori a cooperative che operano al massimo ribasso e comprimono le retribuzioni precarizzando il lavoro. Le recenti risposte del sindaco Gambini sono in tal senso rappresentative della subalternità di molti sindaci e assessori a questa logica perversa.

Bisogna allora invertire per intero queste politiche e farla finita una volta per tutte con le privatizzazioni, che si sono dimostrate fallimentari.

Bisogna uscire da MarcheMultiServizi e procedere alla ripubblicizzazione dei beni comuni - come prevedeva il referendum sull’acqua, che è stato totalmente disatteso -, con la costituzione di un consorzio pubblico che metta in rete i comuni dell’entroterra. Altrimenti forse salveremo Riceci, ma avremo altre Riceci altrove, o avremo un inceneritore o chissà cos'altro.

Non è affatto vero che il pubblico è più inefficiente e costoso del privato. Nei paesi in cui c’è la volontà politica e le municipalizzate non sono inutili poltronifici per assegnare posti di sottogoverno, ci sono innumerevoli esempi di aziende pubbliche che funzionano benissimo.

Fuoriuscita graduale da MMS e ripubblicizzazione: questa è per quanto ci riguarda è la condizione indispensabile per delineare alle prossime elezioni un nuovo progetto di sviluppo che salvi e ringiovanisca una città in pieno declino e un’alternativa non solo a Gambini ma a quelle politiche nefaste che Gambini ha rappresentato.

Sinistra per Urbino 

https://www.vivereurbino.it/2023/11/01/sinistra-per-urbino-per-una-gestione-pubblica-dei-beni-comuni/196555/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/10/31/sinistra-per-urbino-per-una-gestione-pubblica-dei-beni-comuni/


sabato 7 ottobre 2023

RICECI, ATTENTI A QUEI DUE !!!

 Mentre si moltiplicano le iniziative contro la Discarica di Riceci – i Comitati rimangono sempre attivi dopo il successo della manifestazione di Pesaro – e cresce il numero di adesioni di coloro che si oppongono, da ultimo l'intervento di una alta autorità morale come l'arcivescovo Salvucci, il mondo politico che ricopre cariche istituzionali si è trincerato dietro un preoccupante silenzio. 

Assistiamo così al solito gioco a rimpiattino tra Sindaci, Presidente di Provincia, Regione, Cda di MarcheMultiServizi, che ora tacciono dopo aver scaricato le responsabilità tra loro, in uno estenuante gioco a ping pong, sulla testa, sulla salute, sulle preoccupazioni della gente che invece loro dovrebbero proteggere, tutelare, rappresentare, in quanto da loro eletti. 

Pertanto i tempi si dilazionano, forse sperando che i cittadini scesi in piazza, si stanchino, cedano per sfinimento, tutto possa rientrare nella solita routine e alla fine chi governa, con qualche accordo sottobanco con chi siede sui banchi dell'opposizione, possa proseguire sul terreno già deciso e stabilito nel grande affaire della Discarica. Se questi sono i propositi, sappiano che stavolta sono destinati a fallire, perchè la partecipazione e la determinazione dei cittadini si accrescono, e queste dilazioni non fanno che alimentare la rabbia e il distacco dei cittadini da quei partiti che occupano le poltrone di Comune, Provincia e Regione, a pochi mesi dal turno elettorale per le Amministrative e per l'Europa. 

Nelle grandi manifestazioni che si sono svolte ad Urbino, a Riceci, davanti alla sede di MarcheMultiServizi, a Pesaro abbiamo visto la partecipazione di giovani, di intere famiglie, un popolo che chiedeva che i profitti aziendali non avessero la preminenza sulla salute, sul rispetto ambientale, sull'economia di un territorio attenzionato alle culture Dop e del biologico, sul paesaggio contiguo al sito Unesco. Cresce la consapevolezza della necessità di rendere pubblica la gestione dei rifiuti, come anche di tutti quei beni primari che coinvolgono l'essenza stessa della vita dei cittadini per impedire che la ricerca di profitti privati porti alla rovina intere comunità.  Importante è stato il contributo del collettivo giovanile "il Bagolaro" a dimostrazione che i giovani non sono assenti nelle grandi vertenze popolari e ambientali.

Purtroppo è mancato finora l'apporto di quelle associazioni storiche dell'ambientalismo che nel passato avevano costituito un presidio ambientale per la città, incapaci di rinnovarsi e ormai precipitate in una crisi politica e generazionale. 

Il consiglio Comunale di Urbino nella seduta del 6 giugno scorso ha votato un OdG in cui "richiede al sindaco di Urbino, in qualità di vice Presidente della Provincia di Pesaro – Urbino, Ente Competente in merito alla procedura autorizzativa, di continuare a seguire e verificare puntualmente l'iter del progetto, al fine di scongiurare eventuali interpretazioni forzate dei vincoli relativi alla tipologia di rifiuti trattati nell'impianto o altri vincoli esistenti". 

Ora a distanza di 4/5 mesi nell'interesse dei cittadini, è opportuno che il Sindaco riferisca in Consiglio Comunale sulla situazione, sulle procedure in atto in Provincia, sugli intendimenti del Cda di MarcheMultiServizi e della Giunta Regionale. 

Il Sindaco Gambini dovrebbe far propria la proposta del proprio prosindaco e attuale Sottosegretario al Ministero della Cultura, Vittorio Sgarbi, di avviare l'iter tecnico – giuridico per istituire nella zona di Riceci del Comune di Urbino un vincolo paesaggistico, in modo da proteggerla dallo scempio della Discarica. Una cosa fattibile. Perché non si procede? Tra la gente  è già abbastanza diffuso il sospetto che sulle tematiche ambientali il sindaco presti maggior ascolto al vertice di MarcheMultiServizi del suo prosindaco. 

E' compito del Sindaco interessarsi delle problematiche, placare le ansie e le preoccupazioni, scongiurare le insicurezze di quei cittadini che vivono quotidianamente con l'incubo di trovarsi dalla sera alla mattina una discarica sotto casa e respirare i miasmi pestiferi da essa prodotti.  

Da parte nostra, riteniamo che la liberazione dei cittadini dalle decisioni autoritarie e antipopolari di MarcheMultiServizi, con la progressiva ripubblicizzazione dei servizi locali (acqua e rifiuti ma non solo) e la fine delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni in questo e in altri ambiti, sia indispensabile per ogni progetto politico che – a partire dalle prossime elezioni comunali - intenda segnare una netta discontinuità rispetto alla disastrosa esperienza delle giunte Gambini e per delineare un modello alternativo: per immaginare una città che sia solidale sul piano della giustizia sociale, che sia evoluta e moderna sul piano della salvaguardia ambientale, che sappia invertire il declino demografico, trattenere i giovani e attirare nuovi cittadini, investendo sulla qualità della vita e sul capitale cognitivo che le sue istituzioni culturali, dalle scuole all’Università, sanno formare”.

https://www.vivereurbino.it/2023/10/09/riceci-attenti-a-quei-due/181345/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/10/09/sinistra-per-urbino-riceci-attenti-a-quei-due/


Sinistra per Urbino 6 ottobre 2023  


martedì 25 luglio 2023

RICECI UN PRIMO PARZIALE SUCCESSO DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE.

RICECI UN PRIMO PARZIALE SUCCESSO DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE.

Di fronte alle manifestazioni di protesta di centinaia di cittadini, assemblea di Gallo di Petriano, assemblea in Piazza della Repubblica ad Urbino, nei due Consigli Comunali ad Urbino, il ritrovo popolare a Riceci del 14 luglio, e da ultimo il sit-in di protesta del 24 luglio davanti la sede di Marche MultiServizi, il Consiglio di Amministrazione dell'azienda ha deciso all'unanimità, quindi col voto dei consiglieri di Hera e  dei Comuni, di sospendere per il momento il progetto di Riceci e di chiedere a tutti i comuni soci dell'azienda di avanzare una proposta sostitutiva del sito di Riceci. 

E' certamente un successo delle grandi manifestazioni e mobilitazioni dei vari Comitati di cittadini, sorti spontaneamente in provincia. Tuttavia Sinistra per Urbino ritiene che non debba essere abbandonata la vigilanza e che la mobilitazione non debba abbassare la guardia. Infatti nel comunicato congiunto non si recede dal progetto, che si afferma "fondamentale per lo sviluppo economico – finanziario dell'Azienda" e avverte i cittadini che  questo progetto è funzionale  a "tutto il sistema" compreso "il sistema tariffario che risulta purtroppo l'unica leva a disposizione per gli investimenti". 

Tradotto dal burocratese, se questo progetto non si fa a Riceci o in un altro posto (ma quale? Quale comune dell'entroterra darà la sua autorizzazione ad ospitare una discarica?), l'Azienda MMS aumenterà la Tari, la tassa sui rifiuti, come se non fosse già abbastanza cara quella che già i cittadini pagano.  In questa comunicazione, in cui si prende atto di fermarsi di fronte alla mobilitazione dei cittadini, non si fa alcun cenno ad una diversa politica della gestione dei rifiuti, non si parla di aumentare la differenziata dei rifiuti urbani e industriali non pericolosi per ridurre sensibilmente il ricorso alle discariche, non si parla di cessare con l'importazione di rifiuti da fuori provincia e regione, ma si continua a perseguire la stessa politica che vede nei rifiuti un' occasione per fare profitti e per maggiori dividendi per i privati e anche per possibili ed eventuali maggiori compensi per l'Amministratore Delegato e i membri del CdA. 

E in tutto ciò, il governo nazionale e regionale di destra nulla ha cambiato rispetto alle politiche precedenti, anzi ha incrementato le dichiarazioni e i propositi per creare nuovi inceneritori, cioè per rovinare ulteriormente l'aria già malsana delle nostre città. E' inoltre necessario conoscere perché si è ricorso alla costituzione di una nuova società, "Aurora" che per il 60% è in mano dei privati, con la prospettiva che MMS dovrà in seguito rilevarne l'intera quota. Sembra un gioco ad incastri, un gioco finanziario speculativo, in cui i contribuenti hanno solo da perdere. Nessun chiarimento nell'audizione dell'A.D. nel Consiglio Comunale ad Urbino, e nemmeno da parte del delegato del Sindaco Gambini nel Cda, e nemmeno dallo stesso Sindaco Gambini. Chi sono i soci privati della società Aurora? Con quanto di capitale hanno originariamente concorso? E' stata una operazione congrua o a vantaggio del privato entrare in tale società? E' possibile che l'A.D. di Aurora sia lo stesso di MMS? 

Dopo le esternazioni nell'ultimo Consiglio Comunale perché le forze di maggioranza che dichiarano di essere contro Riceci non ne traggono le necessarie conseguenze? Perché rimangono abbarbicati alle poltrone se non condividono le posizioni del Sindaco in materia di rifiuti? Gambini aveva vinto le elezioni nel 2014 innalzando la bandiera della chiusura della discarica di Cà Lucio. Quanti anni sono trascorsi prima che se ne vedesse qualche passo? Poi voleva portare il biodigestore a Canavaccio, scelta che ancora difende. Infine Riceci. Le dichiarazioni delle forze di maggioranza, ogni volta mostrano l'ipocrisia e l'opportunismo di chi è interessato ai posti di potere piuttosto che alla salute e all'ambiente di Urbino e dei suoi cittadini.

Quindi la mobilitazione dovrà mantenersi vigile perché gli intrighi e le manovre antipopolari siano sconfitte come lo è stato per questa prima fase su Riceci, e battersi per una gestione pubblica dei rifiuti al di fuori delle alchimie e delle speculazioni di imprenditori senza scrupoli. Bisogna richiedere la gestione pubblica dei beni comuni, a cominciare dalla gestione dell'acqua, dei rifiuti e della sanità. Per sovvertire radicalmente il modello di sviluppo rapace che è stato imposto sul piano nazionale e locale negli ultimi 30 anni è necessario arrestare le privatizzazioni, smantellare questi carrozzoni come MMS, che funzionano da camera di compensazione degli interessi privati e delle consorterie politiche, e affermare una proprietà pubblica e una gestione trasparente dei beni comuni, che per statuto coinvolga la cittadinanza nelle scelte strategiche.  Basta con le speculazioni privatistiche a danno dei cittadini e la monetizzazione della salute. Si perde sia dal punto di vista del controllo della salute che dal punto di vista del controllo tariffario. 

Urbino, 25.7.23


sabato 22 luglio 2023

DISCARICA DI RICECI, E GAMBINI RESTO' DA SOLO

 DISCARICA DI RICECI, E GAMBINI RESTO' DA SOLO 

Ha suscitato sconcerto tra i cittadini l'intervento del Sindaco Gambini nella seduta del Consiglio Comunale. Per il Sindaco, che in evidente deferenza si rivolgeva sempre alla sua destra, probabilmente in ossequio alle autorità di Marche MultiServizi, l'Amministratore Delegato Tiviroli ha fatto bene a presentare il progetto della discarica di Riceci, hanno fatto bene il Consiglio di Amministrazione e l'Assemblea dei delegati dei sindaci ad approvarlo. Ha inoltre reso vano il voto del Consiglio Comunale contro la Discarica di Riceci asserendo che "vale zero",  un voto inutile, ( l'affermazione del sindaco di una città partecipe di una municipalizzata che si esprime delegittimando il voto unanime di un Consiglio Comunale su una discarica deturpante per il paesaggio urbinate e almeno problematica per la salute dei residenti, suona molto strana) e si è profuso in prolungate lodi nei confronti di Marche MultiServizi e dell'A. D. che ha fatto tutto bene, riportando approssimativi dati sulla suddivisione degli utili dell'azienda. Se MMS e il suo A.D. hanno fatto tutto bene non si capisce perché si arriva a Riceci che tutti condannano e su cui anche il Sindaco ha espresso, sebbene in ritardo e tra titubanze, la sua contrarietà. Confusione mentale per il troppo caldo? Opportunismo per non inimicarsi i cittadini ma difendere i legami con Tiviroli? Un colpo alla botte e uno al cerchio, o tenere il piede in due scarpe? Una serataccia per il Sindaco contestato dalla folta platea rumoreggiante di cittadini molto coinvolti.

E tutto ciò mentre le forze politiche che sorreggono la sua maggioranza prendevano le distanze e si esprimevano contro la discarica, come Urbino Città Ideale, La Lega, Forza Italia. A questo punto ci si chiede quale sia la posizione della giunta e della maggioranza sul progetto discarica di Riceci.  I cittadini chiedono che sul mostro di Riceci si sollevi il velo di ipocrisia. Gambini ha ancora la fiducia dei suoi assessori e delle componenti della sua maggioranza? Gambini governa con il consenso delle sue forze politiche o su temi come Riceci esprime il suo parere personale opposto a quello delle forze politiche che sorreggono la sua giunta? Perché il membro del Cda di Urbino non racconta come sono andate veramente le cose? Perché continua a tacere? Ha votato a favore di Riceci su indicazione di Gambini? Gambini e il suo delegato nel Cda ne traggano le conseguenze politiche. E' urgente che si  giunga ad un chiarimento. E siccome Gambini ha dichiarato che MMS, il suo amministratore delegato e il Cda hanno fatto bene ad approvare il progetto mentre le forze politiche che lo sostengono  dicono il contrario, delle due l'una: o si dimettono gli assessori che hanno espresso una posizione contraria, oppure - come riteniamo auspicabile - si dimetta Gambini e si vada prima possibile a nuove elezioni, nelle quali la vicenda di Riceci e di MMS saranno inevitabilmente centrali. 

Il progetto Riceci non ha il consenso dei Comuni che costituiscono la maggioranza dei soci di MMS, della Provincia, della parte pubblica del Cda di MMS che nell'ultima riunione si è espresso contro, delle centinaia di cittadini che hanno protestato in imponenti manifestazioni.

Nel Consiglio Comunale si è discusso poco del perché Riceci non può diventare una discarica e invece molto di come uscire da questo groviglio economico amministrativo. I consiglieri intervenuti erano più preoccupati di come risarcire il socio privato di Aurora, piuttosto che impedire la discarica a Riceci. Non vorremmo che come al solito siano i cittadini tramite l'aumento delle bollette a pagare le scelte sbagliate di MMS, perché sbagliato è stato ipotizzare una nuova discarica al di fuori del piano dei rifiuti, sbagliato è stato entrare nella società Aurora per il 40% con un notevole esborso di capitale pubblico, sbagliato è stato individuare il sito di Riceci per una discarica. Ma sebbene per i cittadini vale il detto chi sbaglia paga, per i cattivi amministratori e gli speculatori privati ciò non vale mai, e gli uni se la cavano con una pacca sulle spalle e anche con le lodi di Gambini, gli altri scappano con il gruzzolo in tasca. Riceci non è solo una bella vallata che verrebbe irrimediabilmente deturpata, ma esprime la politica nella gestione dei rifiuti e la sensibilità verso l'ambiente, i beni comuni, la salute dei cittadini e la salubrità dell'aria e dell'acqua.

Non vorremmo trovarci in situazioni simili al passato, quando il capitalismo ci ha mostrato come i privati con la complicità di partiti amicali e di governo entrano in affari loschi o ambientalmente poco sostenibili per poi abbandonare la partita con cospicui indennizzi pubblici sottratti alle spese per i servizi pubblici e pagati dai contribuenti con le tasse e con l'aumento delle tariffe. Sappiano, affaristi e amministratori che hanno combinato questo pasticcio a danno dei cittadini, che i contribuenti non sono disposti a pagare e nel caso venisse scelta questa ipotesi, sarà inoltrata una class action in difesa dei consumatori. E' necessaria una nuova politica dei rifiuti con una differenziata spinta che miri all'obiettivo "rifiuti zero", con l'opposizione all'importazione di rifiuti da fuori regione e all'inceneritore che già qualcuno comincia a proporre. La vicenda di Riceci ci insegna che solo una gestione pubblica dei beni comuni può salvaguardare i cittadini da pesanti conseguenze sulla salute e sull'inquinamento dell'aria e dell'acqua. Solo attorno a questi principi  potrà nascere un'alleanza politica capace di risollevare la città e rappresentare un'alternativa a Gambini e agli interessi che la sua giunta ha rappresentato.

22.07.23

https://giornalesm.com/sinistra-per-urbino-discarica-di-riceci-e-gambini-resto-da-solo/

https://www.vivereurbino.it/2023/07/23/discarica-di-riceci-e-gambini-rest-da-solo/139333/

https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2023/07/24/sinistra-per-urbino-discarica-di-riceci-e-gambini-resto-da-solo/




sabato 15 luglio 2023

DISCARICA RICECI: NO AL RICATTO, SI AL LAVORO, ALLA SALUTE, ALL'AMBIENTE

 Ha suscitato un certo scalpore la lettera redatta da qualche impiegato di Marche MultiServizi, che conta 610 dipendenti, poi condivisa da circa 400 persone. Interessante che nella corrispondenza giornalistica successiva, tranne l'estensore della lettera, i dipendenti intervistati preferiscano rimanere nell'anonimato ed esprimere preoccupazione e disagio per la mancanza di trasparenza da parte dell'azienda. Evidentemente il problema della pubblicità degli atti è un tema molto sentito non soltanto dai cittadini che protestano contro la discarica a Riceci ma anche dai dipendenti. 

Sinistra per Urbino comprende la preoccupazione dei lavoratori, tuttavia li invitiamo a non separare la questione sociale dalla questione ambientale. E' ormai un gioco consolidato quello di aziende che trovando ostacoli di varia natura nell'attuazione dei loro piani industriali si prodigano in dichiarazioni da cui i lavoratori traggono poi minacce per il loro posto di lavoro. Quando il padrone o chi per lui trova inciampi di natura ambientale e/o di tutela della salute dei dipendenti e della comunità circostante, spuntano la minaccia e il ricatto per il posto di lavoro. Non è la prima volta: ricordiamo i casi della TyssenKrupp, della Montedison di Marghera, dell'Ilva di Taranto, dell'Eternit a Monferrato, ecc. Ma anche Urbino ha conosciuto nel recente passato il suo caso, quando di fronte alle perplessità dell'allargamento del suo magazzino alle porte della città, i lavoratori della Benelli Armi, preoccupati da voci fatte circolare ad arte sulla tenuta occupazionale, si sono precipitati con volantini nella Sala del Consiglio Comunale per premere perché i desiderata aziendali fossero accolti dai consiglieri riuniti. Prosegue così la processione di politici e cariche pubbliche a ringraziare perchè Urbino mantenga il suo monstrum ambientale, alla faccia dell'Unesco, della Pace Universale, delle guerre nel mondo, delle parole del Papa contro i mercanti di morte e dell'impatto ambientale a qualche centinaia di metri dalla la culla del Rinascimento. Bisogna respingere la logica che permette al padronato di fare e disfare ciò che più gli aggrada. Esistono norme, la salute da salvaguardare, l'ambiente da difendere in un mondo sempre più compromesso dai cambiamenti climatici. Il lavoro è un'esigenza essenziale che va pretesa e difesa ma non al prezzo di  perdere e pregiudicare la vita, il lavoro è necessario per vivere, ma non per compromettere la vita. La vita, la salute, l'ambiente non vanno separate dalla lotta per il lavoro e per la sua difesa. Guai a separarli privilegiandone uno a scapito dell'altro. La vita è legata non solo al lavoro, ma anche alla disponibilità di verde a disposizione per ciascuno, al tasso di inquinamento dell'aria che respiriamo e dei corsi di quell'acqua tanto essenziale da comporre il 60% del corpo umano. Su questo tema chiamiamo a una riflessione soprattutto la Cgil, affinché chiarisca la sua posizione – sinora piuttosto ambigua - e non commetta un errore gravissimo che non farebbe che stimolare nella cittadinanza nuovi atteggiamenti antisindacali dei quali nessuno sente il bisogno.

La programmata discarica di Riceci è in contrasto con la ricchezza culturale e ambientale dell'entroterra e di Urbino, che non vogliono diventare una permanente pattumiera dei rifiuti della Provincia, della Regione e provenienti da fuori Regione.

Per quanto riguarda la lettera dell'avv. di MMS, che riassume gli atti che hanno portato al progetto Discarica di Riceci, se questi atti fossero confermati, costringeranno i delegati del Cda di MMS e i delegati dei sindaci nell'Assemblea dei soci, a riflettere sul loro assenso o sulla loro distrazione al momento del voto. Ciò riguarda anche il Comune di Urbino: dov'era il membro di Urbino nel Cda quando si sono prese queste decisioni? Dov'era il sindaco o il suo delegato all'assemblea dei soci di MMS? Chiediamo un'assunzione di responsabilità politica di fronte alla città prima della pubblicazione degli atti e che se ne traggano le dovute conseguenze. Chiediamo trasparenza e la pubblicazione di tutti gli atti  sul sito internet di MMS, chiediamo che il sig. Tiviroli si rassegni a ritirare il progetto discarica Riceci oppure si dimetta, perchè ha l'opposizione di tutti: cittadini, Provincia, consigli e Giunte Comunali, soci di maggioranza dell'azienda. L'ostinarsi in un progetto che la comunità ha già bocciato, come testimonia anche la manifestazione svoltasi venerdì scorso nel sito della futura discarica di Riceci,  può solo allontanare quell'azienda, - che dichiara la "vicinanza al territorio",  "la tutela del territorio una ricchezza da salvaguardare",  - dai cittadini che sono residenti, lavoratori, contadini e bioagricoltori, operatori di strutture turistiche, commercianti, imprenditori, tutti danneggiati da questo nuovo mostro ambientale. L'economia circolare impone una raccolta differenziata intensiva ed un efficiente riciclo per arrivare con oltre il 90% della differenziata vicino al "Zero Rifiuti". Non si devono importare rifiuti da fuori provincia. Rifiuti e servizio idrico integrato devono essere gestiti da un'azienda pubblica controllata dalla Comunità Locale. No, la discarica di Riceci non deve passare.  Riceci deve essere il primo passo per sconfiggere la gestione verticistica e antidemocratica di MMS, invertire la privatizzazione dei servizi pubblici e restituire ai cittadini la proprietà e il controllo dei Beni Comuni; cominciando a elaborare nella nostra città un modello di sviluppo alternativo a quello poco rispettoso del territorio e dell'ambiente che ha caratterizzato anche l’esperienza della Giunta Gambini.

Sinistra  per Urbino 15.7.23.