martedì 27 giugno 2017

SISTEMI ELETTORALI TRA RAPPRESENTANZA E GOVERNABILITA'



MARTEDI' 27 GIUGNO, ore 21.00
presso la sede dell' Istituto della Resistenza E.Cappellini,
Via Oddi, 11, Urbino.
SERATA INFORMATIVA E INCONTRO PUBBLICO SU

SISTEMI ELETTORALI
TRA RAPPRESENTANZA
E GOVERNABILITA’
INTESE, SCONTRI, PROPOSTE IN PARLAMENTO
ALLA RICERCA DI UN NUOVO SISTEMA ELETTORALE
introduce
 L'AVV. MARCELLO FAGIOLI



A cura di  SINISTRA PER URBINO




giovedì 15 giugno 2017

LA SANITA’ DI CERISCIOLI: TAGLI, CHIUSURE, CARENZE DI SERVIZI E CLINICHE PRIVATE



Le aspettative per la riunione del Consiglio comunale sulla sanità con la presenza del presidente di Regione sono state completamente disattese. Ceriscioli, arrivato con una valigia piena di buoni propositi, di “faremo”, di riconoscimenti per l’Ospedale di Urbino, ha concluso che comunque non ci sono soldi. Quindi difficoltà a coprire i vuoti di personale, carenza di strutture, di posti letto, liste d’attesa chilometriche.  I cittadini, in sostanza, devono subire e pazientare per le carenze che si presentano. Non solo, ma siccome il servizio pubblico non può coprire le esigenze dei cittadini si aprirà,  alla sanità privata. Chi si oppone a questa – sentenzia – assume una posizione ideologica, vecchia di vent’anni. Ma il presidente della Regione non ha spiegato - perché non può -  per quale motivo è stata avviata una riforma sanitaria che ha comportato la chiusura di piccoli ospedali, senza prevedere che l’utenza dell’entroterra si sarebbe affollata nell’Ospedale di Urbino, il quale,  diventato unico punto di riferimento dell’entroterra,  avrebbe dovuto essere potenziato nei servizi e nel personale: diversamente non di riforma si tratta, ma di soli tagli chirurgici. Invece, si sono operati solo tagli e chiusure senza organizzare servizi sostitutivi ed efficienti e senza potenziare i servizi dell’Ospedale di Urbino. Questa è cattiva amministrazione. Una programmazione che taglia i servizi senza sostituirli con una nuova organizzazione funzionante è una programmazione fallimentare e penalizzante per i cittadini, e non basta accampare pretesti  e ritardi di vario genere. Chi ha provocato così gravi disagi alle popolazioni dell’entroterra dovrebbe riconoscere la sua incapacità. D’altra parte l’ingresso delle cliniche private nella nostra provincia, è un danno per la salute dei cittadini in quanto questa non può essere legata a profitti e interessi privati. La salute è un bene comune, un tema troppo importante per delegarla e abbandonarla a condizionamenti e interessi particolari. Troppi del resto sono anche gli esempi negativi di recente venuti alla luce nella cronaca giornalistica. Il governo regionale del Pd chiude alcuni servizi sanitari territoriali in nome della razionalità, ma apre, al loro posto, a cliniche private perché ve n'è bisogno. Una contraddizione difficilmente spiegabile se non col fatto che il PD costituisce ormai il partito dei grandi interessi privati agevolati e favoriti con i contributi dei cittadini. Non è un caso che probabilmente la sanità privata utilizzerà quelle strutture pubbliche che sono state chiuse o che stanno per esserlo, e sarà convenzionata con il servizio pubblico. Quindi un semplice esborso di soldi pubblici a favore del privato. Contro un simile baratro “Sinistra per Urbino” rivendica con orgoglio quella posizione che Ceriscioli definisce “ideologica” e “vecchia di vent’anni”: abbiamo infatti una posizione legata soprattutto alla nostra Costituzione - “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” - , e ci battiamo quindi, in ogni ambito, per la sua attuazione e contro ogni suo stravolgimento.

venerdì 9 giugno 2017

SGARBI VS PD, UN DANNO PER IL DECORO DELLE ISTITUZIONI.



L’ultimo consiglio comunale in cui l’assessore Sgarbi si è esercitato in uno dei suoi proverbiali sfoghi condito da invettive e frasi piuttosto inappropriate per una sede istituzionale, sta provocando non pochi commenti tra la cittadinanza  con echi addirittura sulla stampa nazionale. Anche “Sinistra per Urbino” non può esimersi dal biasimare un tale comportamento (del resto già riconosciuto dallo stesso Sgarbi) che contribuisce a svilire ulteriormente un'istituzione già abbastanza scossa nel suo ruolo di rappresentanza democratica.
Tuttavia intendiamo contribuire al dibattito rilevando, in primo luogo, il comportamento riprovevole della Presidente Foschi che non è intervenuta né ha sospeso la seduta al momento degli insulti. Ma anche il comportamento del Sindaco, degli assessori e dei consiglieri di maggioranza che non hanno detto nulla, né hanno tentato di frenare l’irascibile assessore, né hanno preso le distanze da quanto avvenuto. Certamente un brutto comportamento a suggello di una pessima serata per la massima istituzione comunale.
Nondimeno,  il vittimismo del Pd ci appare falso e ipocrita, degno della tradizione della doppia politica e della doppia morale di questo partito. (Ricordiamo tutti, ad esempio, l’attacco all’art.18 e alla Costituzione: da condannare quando a muoverlo è il governo Berlusconi, da sostenere quando lo propone il governo Renzi!). Ebbene, quando nel 2014 Sgarbi si presentò ad Urbino venne accolto come una sorta di mago che avrebbe risolto i gravi problemi della città, e fu conteso tra Destra e PD, con Scaramucci, attuale segretario del Pd, che si espresse per la sua partecipazione alle primarie del Partito Democratico.
E dopo il primo turno elettorale vi fu un’aspra contesa tra il Pd (con il candidato Muci) e Gambini (che poi vinse il ballottaggio) per arruolarlo come assessore ciascuno nella propria compagine. Forse che allora il Pd urbinate non conosceva Sgarbi e il suo comportamento? Non era nota la sua politica dello spettacolo che con la sua verve aggressiva aumentava l’audience ma abbassava il decoro del confronto politico delle trasmissioni televisive? Non erano forse stati eloquenti gli esempi nelle amministrazioni  di cui aveva fatto parte e per i quali aveva già subito non poche critiche ? Non si tratta, peraltro, dello stesso Sgarbi omaggiato a Bologna, Pesaro, Fano e altre città amministrate dal Pd da cui riceve incarichi? La sua lista Rinascimento, non fa parte della coalizione a sostegno del candidato sindaco del Pd nelle prossime elezioni amministrative di Fabriano? E non è lo stesso Sgarbi che – a quanto dice - durante la crisi amministrativa ad Urbino (avvenuta con la cacciata di Crespini) è stato contattato dal Pd perché lasciasse la Giunta in cambio di un prestigioso e ben remunerato posto in Regione ? E non è lo stesso Sgarbi che in televisione,  è spesso ospite, sulle reti pubbliche a guida Pd e in quelle private invitato da conduttori contigui al Pd?
In sostanza,  più che al prestigio delle istituzioni al Pd interessa il potere e l’occupazione delle istituzioni.  Siamo di fronte alla solita politica del Partito Democratico, che  persegue la gestione del potere svilendo nome, valori, radici della Sinistra e voltando le spalle ai bisogni dei ceti popolari.  In tutta questa vicenda, le critiche che mantengono una loro coerenza e legittimità sono quelle di “Sinistra per Urbino” che fin dal 2014 espresse preoccupazione per la presenza di Sgarbi in città e per il decoro delle istituzioni comunali.  

martedì 30 maggio 2017

URBINO:CITTA' DELLA PACE E ARMI DI GUERRA.




CITTA’ DELLA PACE E ARMI DI GUERRA.
Qualche giorno fa sulla stampa locale è apparso un articolo sulla Benelli Armi in cui si esprimevano preoccupazioni per il protezionismo di Trump dopo che per 17 anni l’azienda ha rifornito il corpo dei marines Usa di fucili di precisione. Quindi non solo fucili da caccia, ma anche armi da guerra. Come ciò si concilia con la vocazione di una città che con la lotta partigiana ha voluto gettarsi alle spalle per sempre gli orrori della guerra? Abbiamo atteso che da Urbino, autoproclamatasi “Città della Pace”, dai partiti presenti in Consiglio comunale, tutti pronti a proclamare ad ogni piè sospinto il proprio credo di pace, dal mondo cattolico così presente nell’associazionismo cittadino, uscisse almeno qualche timida frase di distinguo e presa di distanza. Invece nulla. A ben poco serve l’insistere di Papa Francesco contro i “fabbricanti di armi” e “i mercanti di morte” (“i fabbricanti di armi  che sono mercanti di morte dovranno rendere conto a Dio”). L’aggravante consiste nel fatto che la vendita avviene ad una potenza, gli Stati Uniti, che è presente con le sue truppe in vari scenari di guerra (dall’Afghanistan all’Iraq, alla Siria), che fornisce armi a diverse paesi che  sono stati, o lo sono tutt’ora, sostenitori dei gruppi terroristici più sanguinari, gli stessi che poi incitano e organizzano attentati nelle città europee. Silenzio anche da parte dei pacifisti, a cui forse basta esporre una bandiera della pace per mettersi a posto la coscienza? Un silenzio assordante e colpevole. Eppure il Papa lo ha spiegato bene: il terrorismo usa quelle armi che vengono fabbricate in Occidente e che sono le protagoniste nelle varie guerre nel mondo. A chi palesa obiezioni, dalla numerosa galassia delle forze che si dicono pacifiste, arriva una sola risposta: tanto se non in Urbino, si fabbricano in un altro posto. Vale l’italico detto “Francia e Spagna purché se magna” nonostante che il suo perseguimento abbia portato anche di recente solo sventure. Non solo non c’è alcuna riflessione sul fatto che le armi fabbricate sono poi usate per uccidere e devastare con le guerre nazioni a noi vicine, alimentando il flusso dei profughi, non solo non c’è alcun ritegno nell’apprendere che le armi vengono vendute a chi è responsabile di varie guerre in violazione della stessa Carta dell’Onu,  ma non c’è alcuna consapevolezza che una fabbrica d’armi diventa un obiettivo militare, coinvolgendo la comunità civile a possibili rappresaglie. Ad Urbino, a poche decine di metri in linea d’aria dalle mura rinascimentali abbiamo così una fabbrica d’ armi da guerra d’elevata tecnologia, che costituisce un grave danno all’immagine paesaggistica della città con  i suoi magazzini che si ergono come due imponenti torri, che si è progressivamente mangiata tutto lo spazio circostante della vecchia stazione - ma come fanno quei  partiti che hanno approvato questo scempio, a proclamarsi paladini del ripristino della ferrovia ? - , che viola la storica vocazione alla pace della città. L’indifferenza delle rappresentanze politiche in Consiglio comunale e di certo associazionismo alimenta il degrado morale della città che precede quello sociale ed economico.